Andare in pensione senza ricevere i contributi INPS si può fare

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Ecco le modalità per chi vuole andare in pensione senza ricevere i contributi INPS. Sicuramente sono raccomandazioni non adatte a tutti.

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Andare in pensione senza ricevere contributi dall’INPS è possibile? Sembrerebbe che un modo ci sia, ma non è proprio per tutti.

Partendo dal presupposto che l’età pensionabile è sempre di 67 anni, per chi non avesse raccolto nel corso della propria vita i contributi dediti al versamento per la propria previdenza sociale, esistono dei modi per ricevere comunque la pensione.

Ovvero, probabilmente pensione in questo caso sarebbe solo la parola, dato che parliamo piuttosto di sussidi.

Si perché effettivamente questi soldi sono dati da modalità non proprio adatte per tutti, certamente non adatte per chi ha lavorato tutta la vita, ma piuttosto per chi non ha mai lavorato o ha svolto sempre lavoretti in nero.

Andare in pensione senza ricevere i contributi INPS si può fare: non è per tutti

Il primo metodo è l’assegno sociale, come detto non proprio una vera e propria pensione, ma piuttosto un sussidio per chi si ritrovi in profonda difficoltà economica e non sappia come andare avanti.

Stessa cosa per il secondo metodo che sarebbe la cosiddetta pensione di cittadinanza stabilita dalla legge art. 1 del D.L. n. 4/2019. Questa viene elargita a chi si trova al limite o al di sotto della soglia di povertà.

Spaventa molto intanto ciò che potrebbe accadere alle pensioni con l’arrivo di Mario Draghi. Al momento l’età minima per ricevere il contributo previdenziale è di 67 anni con almeno 20 anni di contributi versati.

In questo anno si concluderà anche la difficile situazione di quota 100 con il quale sarà possibile andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi anticipatamente.

La scadenza momentaneamente per il prolungamento pensionistico di quota 100 è il 2022, anno entro il quale, se Draghi non regolarizzerà la situazione, non ci sarà più possibilità della pensione anticipata e si resterà sui 67 anni per tutti.

Anche la commissione europea non sembrerebbe aver approvato definitivamente la quota 100. Al momento però il pensiero più importante per il governo sembrerebbe essere il recovery found, dunque le pensioni dovrebbero passare in secondo piano.