Pensione di reversibilità: ecco chi perderà l’assegno

Pensione di reversibilità: questo non è un diritto irrevocabile ed infatti, in alcuni casi un contribuente può perdere il suo assegno

Pensione di reversibilità: ecco chi perderà l'assegno
Rischio pensione (Fonte foto: web)

Ci sono casi in cui si può perdere il diritto ad un’agevolazione, come nel caso della pensione di reversibilità. Ad esempio, i titolari di questa agevolazione, hanno avuto fino al 1° marzo di tempo, per presentare il modello RED annunciando eventuali variazioni della condizione economica all’INPS. Chi non lo presenta per tempo, rischia infatti, una sospensione della prestazione per 60 giorni, che diventa definitiva in caso di reiterato ritardo.

Qualora invece il coniuge del dante causa convolasse a nuove nozze, non c’è un rischio. Non si perde il completo diritto alla pensione, perché la convivenza con un nuovo congiunto, non viene visto come motivo frenante all’incasso del beneficio economico.

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Pensione di reversibilità: quando a perderla sono figli e fratelli

In assenza di coniuge e figli, anche i genitori del dante causa, possono averne diritto. Qualora però essi, abbiano già compiuto 65 anni e non titolari di pensione. Va da sé, che loro perderanno il diritto alla pensione di reversibilità qualora dovessero, in un secondo momento, diventare titolari di pensione. Se non vi sono i genitori, anche fratelli e sorelle possono accedervi, ma solo se non sposati, inabili al lavoro e non titolari di pensione.

I figli, tema ben più difficoltoso. Essi, possono accedere alla pensione di reversibilità, qualora possano accertare di essere:

  • sono minorenni;
  • considerati inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso al di là della loro età;
  • maggiorenni ma studenti, a carico del genitore al momento del decesso, non occupati attività lavorative, ma iscritti a scuole o corsi di formazione professionali dello stesso valore di corsi scolastici, purché non abbiano compiuto i 21 anni;
  • maggiorenni ma studenti universitari (non fuori corso) purché non abbiano compiuto i 26 anni.

La quota, andrà a decadere per i figli superstiti, ecco quando:

  • Compiuti 18 anni, se il figlio non frequenta alcun corso di studi;
  • se interrompe il corso di studi entro un’età compresa tra i 18 e i 21 anni. Se interrompe un corso universitario ed ha un’età compresa tra i 21 e i 26 anni. Perde il diritto alla pensione di reversibilità anche lo studente universitario che va fuori corso;
  • il superstite che possiede tutti i requisiti ma inizia un’attività lavorativa. I figli studenti che percepiscono la pensione di reversibilità ne avranno ancora diritto nel caso in cui svolgano un’attività lavorativa dalla quale deriva un reddito annuo non superiore ad un importo pari al trattamento minimo annuo di pensione previsto dal Fondo Pensioni lavoratori dipendenti maggiorato del 30%; che per il 2021 è pari a 6.702,54€, quindi il limite da non superare per mantenere il diritto alla pensione di reversibilità è di 8.713,30€.