Pensioni marzo, conclusi i pagamenti, l’Inps fa chiarezza sui tagli in assegno

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha chiarito una volta per tutte la situazione delle pensioni marzo 2021 che aveva creato non poche polemiche 

Pensioni marzo
Fonte Facebook – Fisco24 – Rassegna stampa su contabilità, fisco, economia, politica

Si sono conclusi i pagamenti delle pensioni di marzo 2021 sia per coloro che lo ricevono sul conto corrente bancario, sia per chi la riscuote alla vecchia maniera recandosi allo sportello postale. 

Dunque, così come previsto dall’ordinanza numero 740 del 12 febbraio 2021 della Presidenza del Consiglio dei Ministri l’erogazione degli importanti spettanti è stata anticipata.

Questa tornata di pensioni però ha lasciato in dote tutta una serie di polemiche e malumori a causa di alcune detrazioni che hanno portato ad un conseguente ammanco negli assegni mensili. L’INPS però ci ha tenuto a specificare il tutto, nonostante alcune trattenute siano ormai tipiche del terzo mese dell’anno.

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Pensioni marzo: le motivazioni dei tagli specificate dall’INPS

Attraverso un’ordinanza l’Istituto previdenziale ha elencato tutte le voci che hanno contribuito alla modifica al ribasso. In primis c’è il ricalcolo Irpef, che prevede un credito o un debito in base alla situazione del singolo pensionato.

In generale riguarda gli utenti che incassano ulteriori redditi oltre a quello previdenziale. L’altro fattore da tenere in considerazione è quanto si è versato nell’anno precedente in termini di Irpef. Se si è versato meno naturalmente si è soggetti ad una decurtazione, in caso contrario ad un accredito.

Esistono anche altri fattori numerici inerenti il ricalcolo dell’IRPEF che possono influenzare l’importo della pensione di marzo. Ma non si tratta dell’unica voce che può generare degli effetti sull’assegno pensionistico. A questa vanno aggiunte le trattenute addizionali regionali e comunali riferite al 2020, e l’addizionale comunale in acconto per il 2021 che si protrarrà fino al prossimo novembre.