La classifica aggiornata al 3 marzo pone in vetta i concorrenti da 118 transazioni. Ma la febbre del Cashback continua a salire.

Super Cashback
Pagamento cashless (Fonte foto: web)

Altro pit stop al 3 marzo per il bonus Cashback. Giusto il tempo di capire come stia andando la corsa al maxi-rimborso da 1.500 euro. E anche di comprendere come l’andazzo respirato nei giorni scorsi si stia man mano concretizzando. Il sentore, infatti, è che la marcia media di acquisti giornalieri (1,93) porterà alla vincita sì i primi 100 mila in graduatoria, ma soprattutto quelli che avranno la costanza di effettuare perlomeno 500 transazioni. Tanto, infatti, servirà per accaparrarsi il premio finale.

Del resto se ne era parlato anche nelle ultime settimane, specie in virtù del trend assunto dai cosiddetti “furbetti del Cashback” che, attraverso delle micro-transazioni che teoricamente non violano alcuna norma, se non quella dell’etica, stanno rendendo difficile la corsa all’oro. Al momento, la classifica dice che rientrano fra i premiati coloro che sono riusciti a effettuare almeno 118 acquisti. Ma la strada è ancora lungo e, soprattutto, continua a non esserci un limite minimo di spesa.

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Cashback, il trend di marzo conferma: a luglio sarà sfida grande

Un dettaglio, quest’ultimo, che alla lunga rischia di non pagare. A luglio, infatti, la situazione potrebbe essere radicalmente diversa e molto dipenderà dalla costanza dei partecipanti. A quanto pare, però, c’è chi è disposto a travalicare lo spirito “sportivo” e a mettere in fila transazioni su transazioni pur di continuare a navigare fra le vette della classifica. Sulla app IO la situazione viene illustrata continuamente, di giorno in giorno, indicando chi guida la fila e soprattutto dando l’indicatore su quante transazioni serviranno.

I 1.500 euro, ormai si è capito, fanno gola a molti. E la mancanza di un importo minimo di spesa fa sì che anche una semplice transazione da pochi centesimi vada a conteggiarsi in graduatoria. A rimetterci, per ora, sono stati perlopiù i benzinai, “vittime” di un numero esagerato di transazioni (anche di pochissimi centesimi) nell’orario di chiusura. Chissà cosa riserverà l’estate…