IMU: esenzione non valida per queste coppie sposate

Una recente sentenza della Cassazione rischia di creare un vero e proprio tormentone riguardante l’esenzione IMU per i coniugi con differenti residenze

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L’IMU è una tassa piuttosto spinosa che annualmente crea seri grattacapi alle famiglie italiane. A renderla ancora più “antipatica” sono i dubbi inerenti alla sua interpretazione, che in alcuni casi sfociano in vere e proprie controversie.

Una situazione emblematica in tal senso è quella della recente sentenza della Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso del comune imponendo ad una coppia di pagare l’IMU che a loro avviso non era dovuto.

Ma cosa è successo? I coniugi in questione, così come tanti altri in giro per il Bel Paese, hanno la residenza in comuni diversi e hanno chiesto alla Commissione Tributaria regionale di non pagare la tassa sulla casa in cui non vivono abitualmente.

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IMU: per ottenere l’esenzione vale la residenza di famiglia e non quelle dei singoli coniugi

Il Crt aveva dato ragione ai coniugi, ma la Cassazione lo ha smentito in pieno emettendo un’ordinanza che di fatto è pronta a cambiare la storia. Secondo l’organo giudiziario però l’esenzione IMU è applicabile solo se marito e moglie sono residenti e vivono nella stessa casa. 

In parole povere, non contano le residenze dei singoli, ma quelle dell’intero nucleo familiare stabilite come residenze anagrafiche. Quindi, in questo modo “i furbetti dell’IMU”, saranno “costretti” a pagare la tassa sull’altra casa di famiglia.

Ogni nucleo quindi ha diritto all’esenzione solo per un’abitazione e non viene considerata se la proprietà è solo di uno dei membri della coppia. Una situazione destinata a protrarsi visto che la Cassazione non ha voluto sentire ragioni. Molte coppie hanno residenze differenti per motivi meramente lavorativi. A quanto pare però ciò non conta, l’IMU va pagata senza obiezioni o giustificazioni.

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