Mario Draghi e la riforma fiscale in atto, preoccupano i cittadini: a breve, arriverebbe la patrimoniale su IMU e catasto

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Ormai è cosa nota, la prima cosa che farà Draghi, sarà una riforma del Fisco. Si va a ritoccare la curva di tassazione sui redditi, ed è quasi certo che il nuovo governo, andrà ad intervenire sull’esenzione dell’abitazione principale e sulla cedolare sugli affitti: in poche parole, cambia tutto per catasto ed IMU.

Si torna quindi a parlare di Patrimoniale, anche se i deputati Orofini e Fratoianni, suggeriscono un’abolizione di tasse come IMU e imposta di bollo sui depositi titoli, in favore invece di una imposta dello 0,2% sui grandi patrimoni con base imponibile, costituita da una ricchezza netta superiore a 500 mila euro e fino a 1 milione di euro per arrivare al 2% oltre i 50 milioni di euro.

Mario Draghi, come detto, più nel concreto, pensa ad un’ampia riforma del sistema fiscale. L’ex presidente della BCE, ha spiegato che la sua idea ultima, è quella di perseguire il “modello danese”, dove nel 2008, la squadra di esperti chiamata alla riforma, presentò al Parlamento un progetto di riduzione del carico fiscale per due punti di Pil, con un taglio all’ultima aliquota marginale e un aumento della soglia di esenzione. Due punti, che per l’Italia, andrebbero poi ricercati nel Recovery Plan, ma anche da altre risorse fiscali, come proprio l’IMU.

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IMU e catasto, come arriverà la patrimoniale

Confedilizia, ha già lanciato un allarme, appena le proposte di reintroduzione delle tasse sull’abitazione, sono arrivate. Ad oggi, ricordiamo, l’IMU non è applicata sulle prime case, mentre tasse molto alte vengono poi pagate su seconde case e immobili delle imprese. La fascia attuale dei redditi tra 26.000 e 40.000 euro è soggetta all’aliquota marginale meno conveniente e questo scoraggia la produzione di redditi aggiuntivi e quindi, trasversalmente, anche dell’occupazione. L’idea è spostare la tassazione dal lavoro al patrimonio.

Chi dovrà pagare l’IMU nel 2021, con scadenza al 28 febbraio? Il saldo IMU pagato il 16 dicembre 2020 era stato effettuato sulla base di aliquote non aggiornate. Adesso, a causa dell’emergenza Covid, i comuni hanno avuto maggior tempo per deliberare le aliquote che ora, dopo due proroghe, sono state pubblicate sulla base delle nuove delibere comunali. Per sapere chi dovrà pagare o meno, bisogna controllare il sito del proprio comune.

Invece, pagheranno solo la metà, i proprietari di fabbricati dichiarati inagibili o inabitati, mentre può chiedere la totale cancellazione, chi possiede una seconda casa e la concede ai propri figli o genitori in comodato d’uso gratuito. Il 50%, verrà risparmiato anche per quei fabbricati che hanno interesse storico e artistico, e coloro che sono residenti all’estero ma hanno un immobile di proprietà in Italia. Infine, non devono pagare la tassa, anche i genitori che hanno ottenuto l’affidamento dei figli minori, se spostano la loro dimora insieme ai figli adottivi, nella casa abituale di dimora dei figli naturali.