Dopo la tregua fiscale: perché la rateizzazione delle cartelle conviene a tutti

A marzo scatteranno i pagamenti delle cartelle esattoriali. Così funziona la rateizzazione per le vecchie e le nuove.

Cartelle esattoriali

Con l’avvento ormai prossimo del mese di marzo inizia a essere piuttosto impellente la questione della rateizzazione della cartelle esattoriali. A febbraio, infatti, si chiuderà il periodo della cosiddetta tregua fiscale e, vista la situazione ancora estremamente precaria per chiunque, specie per i contribuenti titolari di imprese e aziende chiuse (o fortemente rallentate) a causa della pandemia, l’ipotesi più concreta è quella di favorire i pagamenti dilazionati. I debiti nei confronti dell’Erario, infatti, rappresentano la pura maggiore. Anche perché a breve scatteranno nuove notifiche e questo non è un dettaglio trascurabile.

Sarà questo uno dei temi principali da affrontare per il governo Draghi nei Decreti che verranno. Se l’ipotesi della rottamazione resta per ora tale, quella del rateizzo potrebbe essere quella più conveniente. Almeno nella misura in cui potrebbero essere adottate delle procedure agevolate di pagamento. In questo senso, va ricordato che i termini dei versamenti all’Agenzia delle Entrate sono sospesi ma solo fino al 28 febbraio.

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Dopo la tregua fiscale: i sistemi per il rateizzo delle cartelle

Al momento, per le rateizzazioni regolamentate saldate fino all’8 marzo 2020, i versamenti riprenderanno a marzo senza decadenza, qualora le rate mancanti siano meno di dieci. In questo caso, il rateizzo proseguirà senza modifiche. Per le nuove rateizzazioni, invece, andrà dimostrata l’effettiva condizione di difficoltà, qualora le somme siano di importo superiore a 100 mila euro. Per gli importi inferiori, l’accesso alle rate scatterà automaticamente, con scelta libera del numero delle rate (massimo 72). Questo varrà per le richieste di dilazione presentate dal 30 novembre 2020 al 31 dicembre 2021.

Quando decade il beneficio della rateizzazione? Nel caso in cui il pagamento delle rate non venga assolto per dieci mesi, anche non consecutivi. Una regola applicata alle richieste di dilazione presentate dal 30 novembre 2020 al 31 dicembre 2021, così come a quelle effettuate in precedenza.