L’autista di autobus, nel periodo del Covid, è una di quelle figure professioniali che nonostante tutto ha continuato a lavorare senza sosta.

Autobus interno

Sono stati i conducenti dei mezzi pubblici e non, le persone che nonostante tutto hanno continuato a lavorare: un ruolo fondamentale per garantire alla comunità i servizi essenziali. Ora varrebbe la pena capire quanto guadagnano, e soprattutto che percorso professionalizzante hanno seguito per entrare in ruolo.

Come si diventa un autista di autobus

Per guidare un autobus non servono titoli di studi particolari, quanto licenze al trasporto. Infatti è necessario conseguire il titolo D della patente, che abilita alla guida di autoveicoli in grado di poter trasportare più di nove persone compreso il conducente. La patente D si può conseguire solamente dopo i 24 anni, se invece si intende guidare un furgone con i posti compresi tra 9 e 16, allora la patente D1 è sufficiente. E in quel caso si può effettuare l’esame già a partire dai 18 anni.

Il limite di età di 24 anni per la patente D può essere anticipato contemporaneamente la D e la CQC. In quel momento caso, si possono conseguire i titoli a 21 anni.

Ma non è tutto. La patente D non abilita di mezzi pubblici. Infatti senza nessuna ulteriore licenza, il cittadino che ha conseguito il titolo potrà guidare dei mezzi di sua proprietà. Per poter guidare l’autobus serve anche la CQC, ovvero carta di qualificazione del conducente.

L’esame per la patente dei mezzi per più di nove passeggeri si compone di 40 domande a risposta aperta, con 40 minuti di tempo e un margine di errore pari a quattro domande sbagliate. Agli argomenti solitamente utilizzati per la patente di guida tradizionale, questa volta si aggiungono discipline più specifiche.

Ad esempio, tutte le norme che regolano i periodi di guida e di riposo ai sensi della direttiva (CEE) n. 3820/85 del Consiglio, oppure quelli che sono i documenti di circolazione e di trasporto, indispensabili per il trasporto di cose o persone nei confini nazionali e fuori. Oggetto di esame è il comportamento in caso di incidente, considerata la delicatezza del ruolo, alla guida di un mezzo che trasporta molti passeggeri. Ci sono materie che approfondiscono la disciplina su dimensione e massa dei veicoli oppure su quella che è la responsabilità del conducente verso i passeggeri a bordo.

Una volta superata la teoria, c’è poi la pratica. Lì bisogna dimostrare abilità e capacità adatte al ruolo per cui si richiede la licenza. Partendo dalla straordinarietà di alcune misure, vedi tutto quello che riguarda la caratterizzazione del veicolo alla cui guida ci si trova in quel momento, fino a manovre tecniche: parcheggio in sicurezza, marcia indietro in curva o altre operazioni che potrebbero risultare più complesse per un semplice guidatore.

La patente D ha differenti termini di rinnovo, che è ogni 5 anni fino ai 60 anni di età, poi ha una scadenza annuale e non sarà più rinnovabile dai 68 anni in poi.

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Che cos’è la licenza CQC per autista di autobus

Abbiamo già detto che la patente D non è sufficiente per guidare un mezzo. Ed ecco allora che subentra la Carta di Qualificazione del Conducente.

Anche in questo caso la licenza la si ottiene solo dopo aver sostenuto un esame, che a sua volta prevede una parte obbligatoria per tutti e una facoltativa per chi si dovrà occupare di trasporto di persone. Il modello dell’esame è lo stesso, sebbene i numeri siano diversi: 60 domande, 6 errori a disposizione. Per coloro i quali dovessero prendere la licenza per il trasporto di persone è necessario che passi un mese tra una il primo e il secondo esame.

Solo con entrambe le certificazioni si potrà pensare di presentare la candidatura ad una azienda pubblica o privata che sia.

Il costo della formazione specializzata ammonta a circa 2500 euro. Effettuando una proiezione dei costi e tenendoli al minimo, ecco che la patente D da privatista, costa intorno ai 1.200 euro, mentre tra 800 euro e 1.500 euro peserà sulle finanze degli interessati il rilascio della CQC.

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Privato e pubblico, un mondo diverso per l’autista di autobus

La vera differenza nel lavoro dell’autista sta nello stipendio, che varia proporzionalmente allo stress di vita che conduce.

Gli autisti di linea infatti possono pensare serenamente di rientrare nelle loro abitazioni a fine giornata. Potendo contare su turni ugualmente faticosi, ma svincolati da trasferte, si dovranno rimettere a compensi minori.

Discorso diverso per gli autisti di autobus turistici. Sono maggiormente retribuiti, soprattutto se raggiungono mete estere. Nonostante un guadagno nettamente superiore agli autisti di linea, chi porta persone oltre confine è costretto a delle responsabilità superiori. Sul conducente grava la resposnabilità legata alla validazione dei ticket, l’imbarco dei bagagli, l’appello o il controllo di chi sale a bordo. A questo compito, che solitamente è ben retribuito, si aggiunge l’indennizzo per la trasferta in Italia e all’estero.

Il mondo degli autisti è differentemente popolato nella divisione di genere, si pensi ad esempio al rapporto uomo-donna. Solo il 28% degli avventori del settore sono donne, il 72% invece sono uomini. rendendo questo un lavoro fortemente discriminante nel genere.

Quanto guadagna un autista di autobus?

Dunque, per arrivare al punto focale: quanto guadagna un autista di autobus? La risposta è variabile. Un autista di autobus di linea, in media, guadagna tra i 1200 e i 1400 euro mentre per i mezzi turistici si parla di cifre che ruotano attorno ai 2000 euro più gli indennizzi da trasferta. Rimane fuori casa una notte è uno straordinario a tutti gli effetti e questo fa sì che alla paga ordinaria si aggiungano altri indennizzi.

Chi guida mezzi turistici incassa circa il 40% in più rispetto a coloro i quali sono impegnati nella guida di mezzi di linea. Lo stipendio poi aumenta inesorabilmente con l’avanzamento di carriera, fosse solo per gli scatti contrattuali. Un autista a fine carriera guadagna il 25% in più rispetto allo stipendio medio, mentre l’autista alle prime armi potrebbe rimanere indietro. Meno soldi arrivano anche agli autisti degli scuolabus, fermi a 1200 euro di media.

E all’estero?

Schizzano gli stipendi all’estero, tra la solita Germania e la Svizzera. Remunerati rispettivamente in media con 2.4204.130 euro.