Truffe Lidl e Telepass: è boom nel 2021, ecco come riconoscerle

Da quando è iniziato l’anno nuovo la truffa Lidl con finto indirizzo Telepass sta andando per la maggiore. Vediamo come agiscono i criminali che si avvolgono dei nomi dei due colossi

scarpe lidl
Fonte pixabay

Le truffe ormai sono tra noi in maniera costante. Mutano, si evolvono, ma la sostanza rimane uguale: in qualche modo c’è sempre qualcuno pronto a raggirare il prossimo. Con l’avvento del covid, i tentativi di prendere possesso del denaro altrui si sono spostati in rete o al telefono.

Una modalità che consente ai furfanti di avere maggiori sicurezze e perchè no anche probabilità di successo visto che in molti casi il phishing online riesce a far cadere in trappola moltissimi utenti.

Nell’ultimissimo periodo sta andando per la maggiore una truffa che si avvale del marchio Lidl, la nota catena tedesca di discount che è molto diffusa anche in Italia. Ma non è tutto. Si tratta di un mix che sfrutta anche il nome di Telepass, azienda nostrana che opera nel settore dei servizi inerenti la mobilità.

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Truffa Lidl-Telpass: ecco come funziona

Tutto ha inizio con una email piuttosto contradditoria che all’interno contiene una parte di testo che recita “Lidl/Regalo” inviata dall’indirizzo “noreply@services.telepass.it”. Un particolare che potrebbe lasciar presagire che dietro c’è qualcosa di losco e di poco chiaro.

Alle volte però basta un attimo per ritrovarsi nei guai. Può capitare che istintivamente si possa cliccare sulla email e che in un attimo si possa essere mandati in una sezione dove è presente l’immagine del Monsieur Cuisine, robottino da cucina di Lidl, che di fatto è la copia del più rinomato Bimby.

In quel momento facendoci credere di essere in lizza per vincere il premio ci vengono chiesti i dati personali. In questo è altamente probabile che tramite un virus gli hacker riescano ad intrufolarsi nei nostri dispositivi e ad entrare in possesso dei nostri dati sensibili, anche quelli inerenti il conto corrente bancario.

Ci sono dei precedenti risalenti al 2015, in cui è stato utilizzato proprio l’indirizzo email di Telepass. Ad ogni modo “diffidare” e “non cliccare” questi contenuti sospetti è un passo importante che può fare la differenza. Non tutti però lo sanno. Chi ha più dimestichezza ha l’obbligo morale di trasmettere queste conoscenze alle persone meno informate.