Un vecchio raggiro si sta di nuovo diffondendo su Facebook. Fate attenzione alle offerte di lavoro sul social, alcune sono false e servono a rubare dati.

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Le bacheche di Facebook possono essere una risorsa utile per chi desidera trovare lavoro, ma i truffatori senza scrupoli spesso utilizzano questa funzionalità del social network.

Finte offerte di lavoro pubblicate al solo scopo di raccogliere i dati sensibili degli utenti che cadono nel tranello. Protagoniste involontarie degli ultimi giorni sono aziende il cui nome viene utilizzato indebitamente per irretire potenziali candidati, ad esempio Vodafone e Lidl.

Le finte offerte che costituiscono il cuore di queste truffe sono pensate con uno scopo ben preciso: attirare a tutti i costi l’attenzione degli utenti.

Per questo motivo gli annunci hanno caratteristiche molto specifiche: provengono da aziende rinomate, offrono lavoro nelle vicinanze degli utenti, riguardano mansioni accessibili a tutti, non sono vincolati da particolari requisiti. E soprattutto portano in dote stipendi e remunerazioni decisamente elevati.

Ovviamente niente di tutto ciò che viene pubblicato è realtà: le aziende paventate non hanno diramato annunci, se hanno posizioni aperte, le stanno proponendo attraverso altri canali.

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Facebook: ecco come riconoscere i falsi annunci di lavoro

Nei moduli che il social mette a disposizione agli utenti per manifestare agli inserzionisti la propria disponibilità, vengono chieste informazioni come nome e cognome, città di residenza, indirizzo email e numero di telefono.

Per chi compila questi moduli la candidatura non va a buon fine, ma le informazioni finiscono nelle mani di truffatori che possono riutilizzarle per raggiri successivi, come truffe basate sul phishing o furti di identità.

In realtà molte delle offerte di lavoro su Facebook sono legittime e la quantità di quelle che sfuggono al controllo dei moderatori è una minoranza. Riconoscere gli annunci truffaldini fortunatamente è semplice.

Chiunque abbia esperienza del mercato del lavoro saprebbe riconoscere una offerta troppo buona per essere vera. E alcune di quelle compilate dai cacciatori di dati sensibili sono smaccatamente surreali dal punto di vista del trattamento economico.

Altre non hanno semplicemente alcuna coerenza logica interna. Un titolo che anticipa un lavoro con Vodafone nei pressi di una località italiana, ma offre uno stipendio in real brasiliani e nel corpo del messaggio propone di lavorare con TIM.