Facebook poco usato dai giovani e con numero di utenti in calo, eppure una sua caratteristica lo rende la scelta migliore per la pubblicità.

Facebook
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

TikTok, Instagram, tutti diranno che sono i migliori strumenti per promuoversi, perché “li usano i giovani”, perché “ormai tutti comunicano coi video”. Queste persone hanno ragione, in effetti l’utenza di questi social è in crescita e tratta perlopiù le fasce giovani della popolazione.

Al contempo, però, Facebook rimane uno degli strumenti migliori per pubblicizzare la propria azienda, perché è veramente polifunzionale.

Le Stories del social network inventato da Mark Zuckerberg permettono una narrazione trasversale e consentono anche la vendita diretta dei prodotti. Inoltre il pubblico su Facebook è quello dei maggiorenni e oltre, di solito età maggiori corrispondono a un maggiore potere di spesa.

Non pensate di poter creare post tutti uguali e di scarsa qualità! Questo comportamento mette nei guai, secondo le politiche di Facebook, poiché è tipico dei bot (programmi) di spam. Quindi, passibile del blocco della longa manus dei dipendenti di Mark Zuckerberg.

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Facebook, nonostante la concorrenza è ancora il migliore per la pubblicità

Per salvarsi dal calvario dei blocchi, bisogna lasciar passare almeno alcune ore tra un post e l’altro. Questa strategia è un ottimo metodo per evitare di essere visti come “sospetti” dal sito. Se non si vuole aspettare, è bene impostare la cadenza dei post con lo strumento “Posticipa” che vi permette di programmare l’uscita del contenuto anche se confezionato prima.

Spesso gli amministratori delle pagine vengono bloccati perché utilizzano immagini trovate su Google o scopiazzate da altre pagine. In entrambi i casi, c’è il rischio che siano in realtà fotografie precedentemente segnalate su Facebook come spam, oppure coperte dal copyright. Ciò significa che, quando verrà condiviso, il post riceverà anche tutte le segnalazioni che la foto potrebbe già avere.

Molto meglio creare contenuti originali! Di pagine-fotocopia ve n’è a iosa, se si vuole brillare in questo mucchio, ci si deve attenere a un’etichetta di primo acchito faticosa, ma furba a lungo termine.

Un ultimo consiglio è quello di non taggare i propri contatti direttamente nel “corpo” dei contenuti, ma di menzionare chi manifesta dell’interesse nella sezione commenti.

Tutte queste regole sono di marketing di base, ma anche legate al buon senso: a nessuno piace essere associato a qualcosa cui non si ha nulla a che fare.