Controllano il conto corrente e ci sono dei soldi in più: come mai

Euro (Fonte foto: Pixabay)

Tanti italiani oggi hanno controllato il proprio conto corrente e si sono ritrovati dei soldi in più, come mai?

Euro (Fonte foto: Pixabay)

Sono milioni, gli italiani che stamattina controllando il proprio conto corrente, si sono ritrovati dei soldi in più. Questo perché finalmente potranno affermare di aver ricevuto il Cashback. Il rimborso del 10% delle spese sostenute nel periodo Cashback di Natale sono finalmente reali.

Una bella pubblicità per il movimento, con qualcuno che era ancora suscettibile. L’accredito è stato leggibile dagli smartphone e dalle pagine web di tanti correntisti. Ed entro il primo marzo, quindi a breve, oltre 3 milioni e 200mila cittadini otterranno i soldi del primo mese di Cashback.

Leggi anche>>> Vincere i 112 milioni del SuperEnalotto grazie ai sogni: il test

Leggi anche>>> Busta paga, in arrivo rimborsi da 960 euro: ecco chi ne ha diritto

Ancora soldi sul conto corrente grazie all’iniziativa

Il primo rimborso, quello già arrivato, riguarda il periodo 8-31 dicembre 2020. La Consap, delegata dallo Stato, sta distribuendo ben 222 milioni di euro. L’importo medio, sarebbe di circa 69 euro a testa, meno di un centinaio di euro, ma che in questo periodo farebbero comunque comodo.

L’iniziativa del Cashback, è nata per combattere l’evasione fiscale ed anche per incentivare i consumi presso le attività di vicinato in un periodo di crisi economica. Per quest’anno, il rimborso del 10% delle spese continua su divisione semestrale, mentre inizia a rischiare la sua effettuazione, il Supercashback. Parliamo del premio di 1.500 euro ogni sei mesi alle prima 100mila persone che effettuano più transazioni entro la data 30 giugno.

Questo perché i furbetti, scoperta la falla nel sistema, hanno iniziato a frazionare i pagamenti, anche quelli singoli così da poter aumentare le proprie possibilità di rientrare nel premio finale piuttosto che per altri più onesti. Per adesso, il Supercashback è “congelato”, mentre il Ministero sta studiando nuovi regolamenti in tal senso, per evitare appunto l’infiltrazione dei furbetti.