I driver di Amazon non ce la fanno più ed incrociano le braccia protestando per i turni massacranti ai quali sono sottoposti.

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Non vogliono più sottostare a quel folle algoritmo che li massacra ogni giorno, cosi i driver di Amazon, il colosso delle vendite e-commerce fondato dal magnate multimiliardario Jeff Bezos, hanno deciso di scioperare.

Questo è accaduto in Piemonte, Veneto e Toscana dove i fattorini del colosso di vendita online hanno deciso di incrociare le braccia per rifiutare i turni massacranti ai quali sono sottoposti.

Il ritmo di lavoro prevedeva un ritmo di 140 consegne in un tempo di 8 ore e 45 minuti.

La risposta dell’azienda non si è fatta attendere:

“Sono innanzitutto nostri partner, e noi lavoriamo insieme a loro per definire degli obiettivi realistici che non mettano sotto pressione loro e i loro dipendenti. Utilizziamo una tecnologia che prende in considerazione molteplici aspetti per determinare la quantità di pacchi che un autista può consegnare in sicurezza durante il suo turno di lavoro. Gli autisti sono assunti dai fornitori di servizi di consegna tramite il contratto collettivo nazionale Trasporti e logistica e percepiscono salari competitivi. Il pagamento delle multe e dei danni ai furgoni non è incluso nell’accordo siglato da Amazon con i suoi fornitori di servizi di consegna, ma il contratto nazionale Trasporti e Logistica ha definito con chiarezza le regole a questo proposito”

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I driver lavorano sotto contratto per collective locali, ma sembrerebbe che questa velocità richiesta nelle consegne metterebbe a rischio la loro incolumità e la loro salute.
Inoltre, come se non bastasse, la difficoltà nel rispettare gli orari indurrebbe i fattorini a commettere infrazioni continue e soste in doppia fila pur di effettuare bene il loro lavoro, ciò a discapito della loro sicurezza… e anche del loro stipendio, dato che devono poi risarcire qualsiasi multa o danno al mezzo.
“I corrieri sono schiavi dell’algoritmo. Ma l’algoritmo di Amazon a nostro giudizio è fuorilegge perché induce i lavoratori a trasgredire le norme della strada che in 8 ore 45 minuti di lavoro devono fare 140 consegne”. Ha denunciato Gerardo Migliaccio della Uiltrasporti Piemonte.