Cassa integrazione, allargato il ventaglio dei beneficiari: le novità del 2021

L’Inps estende la Cassa integrazione per Covid con la Circolare 28 del 17 febbraio. Ecco la platea dei nuovi interessati.

Inps Cassa integrazione

Qualche novità di rilievo, per la Cassa integrazione, con la Circolare Inps del 17 febbraio 2021. Nuove che riguarderanno soprattutto la platea dei beneficiari, le cui 12 settimane introdotte in Legge di Bilancio verranno ora destinate anche ad altre categorie di lavoratori. Nello specifico, quelli in forza al 4 gennaio 2021. Nessuna restrizione in merito alle categorie, visto che la Circolare (la numero 28) andrà a intervenire in deroga del testo di legge. Il quale, finora, prevedeva il sostegno degli ammortizzatori sociali dovuti al Covid-19 esclusivamente per i dipendenti assunti all’1 gennaio 2021.

Un buon deterrente per i lavoratori, anche in virtù dell’incertezza che ancora accompagna il prossimo decreto Ristori. L’estensione della Cassa integrazione, infatti, andrà a beneficio di tutti coloro che, in qualità di datori di lavoro, si sono visti costretti a interrompere o ridurre sostanzialmente l’attività lavorativa della propria azienda (e quindi dei dipendenti) per ragioni che fanno capo alla pandemia in corso.

LEGGI ANCHE >>> Pensioni, addio definitivo a quota 100: chi ride e chi piange

LEGGI ANCHE >>> Assegno sociale, largo alle casalinghe ma solo a queste condizioni

Cassa integrazione, allargato il ventaglio dei beneficiari: le novità del 2021

La novità del 2021 riguarderanno quindi i lavoratori a decorrere dall’1 gennaio 2021, con riferimento a un lasso temporale che scadrà il 31 marzo 2021 per i trattamenti in Cig ordinaria e al 30 giugno 2021 per i beneficiari dell’assegno ordinario del Fis e della Cig in deroga. Più una conferma che una novità, le 12 settimane di Cassa integrazione per Covid-19 potranno essere utilizzate anche se l’azienda, in precedenza, non ha beneficiato di ulteriori ammortizzatori sociali. Una mossa pensata per coloro che, magari, pur resistendo alla prima ondata hanno dovuto fare i conti con la crisi alla seconda.

Per quanto riguarda la richiesta, è necessario che i datori di lavoro si facciano carico della presentazione della domanda, stando ben attenti a specificare la causale rinnovata. Ovvero “Covid 19 Legge 178/20”. Come specificato dall’Inps, le settimane che rappresentano quelle di integrazione salariale del 2021 andranno richieste entro la fine del mese seguente rispetto a quello nel quale è stata decretata la sospensione (o la riduzione) dell’attività lavorativa. Una data da tenere a mente: 28 febbraio 2021, termine di decadenza. Ma il 31 marzo, vista la proroga nell’aria, è l’orizzonte a cui far riferimento.