Nessuno resta fuori: la logica applicata anche dall’ente. Tutti i requisiti per l’accesso al sostegno Inps delle casalinghe.

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Foto di Luisella Planeta Leoni da Pixabay

E’ un leitmotiv che ritorna: chi lavora in casa (e di lavoro si tratta) ha diritto alla pensione sociale? La risposta, come sempre, matura nell’ambito dei casi specifici. Tuttavia, un po’ per garantire qualche riconoscimento a chi sceglie di sacrificare una carriera lavorativa ordinaria per manutenere l’abitazione e crescere la famiglia, un po’ per regolamentare un settore estremamente variopinto in termini di casistica, qualche paletto a cui fare affidamento in realtà c’è. In questo caso, visto che si parla di 7 milioni di persone circa, subentrano le regole in Inps.

La soluzione al quesito iniziale, quindi, propende verso il sì. A patto che, come in verità accade anche per altri strumenti di sostegno pensati per le famiglie, subentrino determinati e specifici requisiti. In merito a questo, va sottolineato che, se si parla di lavoro domestico, si fa riferimento a una percentuale maggiore di donne. Anche se non categorizzato come un lavoro vero e proprio, è inevitabile che qualche requisito si manifesti per l’accesso a una forma di pensione.

Va innanzitutto precisato che chi lavora in casa, beneficia di alcune particolari forme di tutele. Le quali, pur non configurando il tutto in quadro lavorativo standard, funzionano da garanzia, soprattutto su un piano assicurativo. Per quanto riguarda i fondi pensionistici, per alcune persone esiste la possibilità addirittura di accedere al trattamento all’età di 57 anni, a patto che si dimostri, tramite documentazione specifica, di aver svolto mansioni domestiche e di cura dei familiari, specie se nel nucleo vi sia qualcuno affetto da gravi forme di disabilità.

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Assegno sociale, largo alle casalinghe: 7 milioni di persone rientrano nella categoria

Qualora non maturino i giusti contributi per l’accesso al fondo Inps, tuttavia, esisterebbe lo stesso la possibilità di andare a dama. La pensione sociale, in questo senso, figura come un trattamento assistenziale, ovvero come sussidio economico erogato qualora le famiglie palesino gravi difficoltà di tipo economico. In questo caso, non c’è bisogno di fornire una quantità specifica di contributi poiché, come altre forme di sostegno al reddito, rappresenta un’opzione per alleggerire le condizioni di disagio.

perché bastano alcuni limiti, entro i quali muoversi per accedere all’assegno: per le casalinghe, servirà un reddito non superiore ai 5.953,87 euro annui (se non coniugata) e agli 11.907,74 euro se coniugata. In questi due casi, a partire dai 67 anni si potrà accedere al trattamento.