Quanto guadagnano coloro che rovistano tra i cassonetti dei rifiuti? Entriamo nei dettagli e vediamo in cosa consiste il business che si nasconde dietro a questa pratica.

Nel corso degli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio boom di persone che rovistano tra i rifiuti. In alcuni casi, purtroppo, si tratta di situazioni di povertà estrema, che portano a dover cercare tra i cassonetti pur di aver qualcosa da mangiare o perlomeno trovare qualche euro. Una piaga che coinvolge un gran numero di pensionati, che si ritrovano spesso a dover fare i conti con una pensione non sufficiente ad affrontare le varie spese.

Se da un lato c’è chi rovista tra i rifiuti per necessità, dall’altro canto ci si imbatte in un vero e proprio business, con persone che trascorrano le giornate alla ricerca di prodotti da poter riutilizzare e rivendere. Una sorta di mercato secondario, che finisce per avere un notevole impatto, ovviamente negativo, sia dal punto di vista ambientale che economico. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo quanti soldi è in grado di movimentare tale business.

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Quanto guadagna chi rovista tra i rifiuti: il business che non ti aspetti

Tari rifiuti
Foto di Pere Serrat da Pixabay

Stando a quanto evidenziato dal Codacons, è in aumento il numero di persone che si ritrovano a dover rovistare tra i rifiuti per necessità. Una situazione che finisce per coinvolgere anche persone che fino a qualche tempo fa avevano un tenore di vita medio, ma che in seguito alle varie crisi si ritrovano a dover fare i conti con delle gravi difficoltà economiche. Allo stesso tempo, come noto, c’è chi invece decide di rovistare tra i rifiuti per scelta, quasi come fosse una sorta di lavoro.

Un vero e proprio business in grado di far movimentare milioni di euro. Stando a quanto evidenziato da un’indagine, di qualche anno fa, del Centro di ricerca economico e sociale Occhio del riciclone, ad esempio, tra i cassonetti indifferenziati di Roma vengono rinvenuti ogni anno ben 32 milioni 958 mila e 770 beni che possono essere riutilizzati. Attribuendo un valore pari ad un euro a ciascuno di questi beni, è facile intuire il mercato che si nasconde dietro.

Da non dimenticare, poi, coloro che rovistano per la ricerca illegale di ferro da rivendere. Quest’ultimi, stando le stime del 2014 dell’Associazione nazionale recuperatori metalli (Armet), riescono anche ad ottenere in alcuni casi guadagni tra i 250 e i 400 euro al giorno. Cifre senz’ombra di dubbio importanti, per un business che si rivela essere la diretta antitesi di coloro che invece rovistano tra i cassonetti per necessità.