Esiste una tipologia di assegno che si può richiedere per permettere all’anziano di restare nel suo contesto sociale e affettivo.

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Senza dubbio una persona anziana, se potesse scegliere tra una struttura di sostegno alla famiglia ed il contesto familiare e affettivo, avrebbe certamente il piacere di scegliere la seconda opzione.

Ebbene, esiste un modo, anche per le famiglie con difficoltà economiche e dunque con più impedimenti per mantenere le cure di una persona anziana, anche disabile, per richiedere un sostegno al proprio comune di residenza.

Questa modalità si chiama assegno terapeutico ed è uno degli aiuti economici che lo Stato ha messo a disposizione per aiutare gli anziani.

Non è da confondere però con l’assegno da accompagnamento: questo infatti viene rilasciato dall’INPS, mentre l’altro del quale stiamo parlando dall’Ente Comunale stesso.

Hai un anziano di cui ti occupi in casa? Si può provvedere tramite un assegno terapeutico

Ovviamente la regolamentazione di questo assegno varia di Regione in Regione.

Queste sono le regole base comunque per dare l’assegno, anche se vi sono come detto delle differenze tra regioni:

a) le famiglie che mantengono una persona anziana non autosufficiente, purché la non autosufficienza sia dichiarata da certificazione medica;

b) le famiglie che convivono con la persona anziana accogliendola nel proprio ambito;

c) l’amministratore di sostegno;

d) la persona anziana stessa quando è affetta da demenza senile.

Le soglie ISEE per la concessione dell’assegno di cura non deve superare i 25mila euro annui.

Il consiglio è quello di informarsi sui bandi pubblicati dai Comuni e Regioni di residenza oppure di  rivolgersi anche direttamente all’URP. Ossia all’Ufficio Relazioni con il Pubblico. Nonché al CAF oppure a un Patronato.