Buone notizie per coloro che decidono di rinunciare alla cassa integrazione 2021, così come prevista dalla Legge di Bilancio. In alternativa, infatti, potranno usufruire di un’altra importante misura. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo di quale si tratta.

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In seguito all’emergenza Covid ci si ritrova a dover fare i conti con una serie di restrizioni che hanno portato nel corso dell’ultimo anno a delle notevoli conseguenze sia per quanto riguarda l’aspetto sociale che economico. Molte imprese, infatti, si sono ritrovate a dover chiudere, o comunque sospendere, la propria attività, con inevitabili ripercussioni dal punto di vista dei salari.

Proprio in questo contesto, quindi, il governo ha deciso di erogare varie forme di aiuto a sostegno delle persone maggiormente colpite da tale situazione. Ne è un chiaro esempio la cassa integrazione Covid oppure il divieto di licenziamento. Soffermandosi sulla cassa integrazione, bisogna sapere che in caso di rinuncia a tale misura nel 2021, le aziende possono beneficiare di un esonero contributivo. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Cassa integrazione, importanti novità per chi rinuncia: a chi spetta l’esonero contributivo

Cassa integrazione Covid-19: ecco la novità per le aziende
Un lavoratore (Fonte foto: web)

Grazie alla circolare n° 30 del 19 febbraio 2021 l’Inps ha fornito chiarimenti in merito a chi ha diritto di beneficare dell’esonero contributivo a fronte della rinuncia alle 12 settimane di cassa integrazione nel 2021. Le apposite istruzione verranno fornite, come sottolineato dall’istituto di previdenza, attraverso un apposito messaggio. Intanto è dato sapere che in caso di rinuncia, nel 2021, alla cassa integrazione Covid, verrà riconosciuto un esonero contributivo di otto settimane fino al 31 marzo 2021. Oltre alla rinuncia alla cassa integrazione, bisogna anche essere in possesso di determinati requisiti, come ad esempio una regolare posizione contributiva.

Ma non solo, l’azienda richiedente deve aver fruito della cassa integrazione Covid nei mesi di maggio e/giugno 2020 e rispettare la norma riguardante il divieto di licenziamenti. Allo stesso tempo è bene sapere che un datore di lavoro può usufruire, ad esempio, della cassa integrazione per un’unità produttiva e dell’esonero per un’altra. Non è invece possibile beneficiare di entrambe le misure all’interno della stessa unità. Per quanto riguarda l’importo, invece, stando sempre a quanto si evince dalla circolare, è pari “alle ore di integrazione salariale fruite, anche parzialmente, nei mesi di maggio e/o giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL”.