Incoraggiamento concreto da parte del Fisco per chi sceglie di pagare in modo tracciabile. Parte della strategia di lotta al contante.

Fisco pos contante
Foto di Alina Kuptsova da Pixabay

Non ci sono solo il governo e il suo Cashback a premere sulla strada della tracciabilità nei pagamenti. Il Fisco ha iniziato a disporre una serie di misure per disincentivare all’uso del contante, premiando coloro che scelgono di utilizzare metodi di pagamento tracciabili. Una scelta che, come abbiamo visto, si traduce sostanzialmente in una riduzione delle sanzioni (anche del 50%) in caso di mancato rispetto delle regole sul versamento dell’Iva o per altre sviste. Ma non è tutto rose e fiori: basterà poco, infatti, per scivolare e perdere il diritto.

Trattandosi di un incentivo a spingere sui pagamenti cashless, qualora vi fosse anche un solo pagamento fatto in contanti svanirebbe automaticamente l’accesso al beneficio. Il quale, nei casi più fortunati, si tradurrebbe in una sospensione pari a due anni dei controlli fiscali. Un buon deterrente all’utilizzo del denaro in monete o banconote. Perlomeno per le spese più importanti.

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Incentivo ai pagamenti Pos: tutti i “premi” del Fisco

Fra i requisiti, ormai assodati, non dover superare tassativamente i 5 milioni di euro in compensi e ricavi. Un tetto che consente quindi a molti contribuenti di poter usufruire dei vantaggi dell’uso sistematico del Pos. In questo senso, risulta semplice anche la modalità di richiesta del beneficio fiscale, considerando che sarà possibile effettuarlo già nella dichiarazione dei redditi. Nella quale, si precisa, andrà definita la natura dei rapporti intrattenuti con gli operatori finanziari e, soprattutto, in quante occasioni hanno avuto luogo.

Ma non c’è solo la decurtazione delle sanzioni a incentivare al pagamento tracciabile. Un altro preciso vantaggio è esattamente nella riduzione dei tempi per l’accertamento fiscale. In sostanza, qualora vi siano delle imperfezioni nella dichiarazione dei redditi o nei versamenti dell’Iva, il Fisco “chiuderà un occhio”, rinviando i controlli a uno o a due anni, a seconda dei requisiti del contribuente interessato. Alcuni benefici dell’utilizzo del cashless (ma anche di bonifici, bancomat e tutti gli altri tipi di pagamento tracciabili) riguarderà anche gli autonomi in regime forfettario.