Incentivi per la tracciabilità, incremento del cashless e controlli ridotti: il Fisco punta all’accantonamento del contante.

Contante
Foto di Emilian Robert Vicol da Pixabay

Se la strategia del cashless per la lotta all’evasione darà i suoi frutti lo vedremo più avanti. Fatto sta che la riforma fiscale punterà in modo sensibile innanzitutto sulla lotta all’evasione. E la tracciabilità dei pagamenti risulta, in questo senso, una delle mosse cardini. Il Governo Conte ci aveva già provato con il Piano Italia Cashless, incentivando l’utilizzo di bancomat e carte per gli acquisti anche attraverso l’ormai famoso Cashback. Ora anche il Fisco prova ad assestare un colpo all’utilizzo del contante.

Innanzitutto con gli incentivi. Per chi sceglie di effettuare pagamenti che possano essere facilmente tracciabili (come quelli cashless), saranno previste riduzioni nei controlli e sanzioni dimezzate (al 50% in caso di violazioni di dichiarazione Iva, redditi o Irap). Va da sé che, per essere applicata, la riduzione dovrà necessariamente passare da determinati requisiti, utili all’attivazione degli “sconti”.

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Lotta al contante, il Fisco fa sul serio: cosa accade per i regimi forfettari

Per far sì che le eventuali sanzioni usufruiscano della “scorciata”, sarà necessario non possedere ricavi o compensi superiori ai 5 milioni in un anno. Inoltre, nella dichiarazione dei redditi, dovrà essere specificato quanti e quali rapporti con gli operatori finanziari sono stati intrattenuti durante i 12 mesi, riportandone gli estremi. Per quanto riguarda la riduzione dei controlli (di due anni in relazione ai termini di accertamento), questo naturalmente riguarderà anche gli autori di transazioni tracciabili con importi superiori ai 500 euro. Le spese dovranno essere legate ad attività connesse alla professione svolta.

Ma se di lotta si tratta, la questione pone anche delle regole. Per chi beneficia del regime dei controlli fiscali ridotti, infatti, effettuare anche un solo pagamento in contanti azzererebbe immediatamente la disposizione. In questo senso, garantire la tracciabilità conviene anche ai regimi forfettari. Fra le agevolazioni relative, infatti, figurano la riduzione di un anno dei termini di accertamento in caso di fatture elettroniche. Inoltre, la riduzione si allunga a due se si procede con tracciabilità degli incassi che superano i 500 euro.