Giro di vite per quanto riguarda il Reddito di cittadinanza, febbraio potrebbe nascondere belle ma anche brutte sorprese.

Tutti o quasi parlano del Reddito di cittadinanza. Il 27 si avvicina e si aspettano i risultati di una lunga ricerca effettuata dall’Inps in collaborazione con i Comuni italiani sulla idoneità o meno a ricevere il sussidio tanto voluto dal Movimento 5 stelle. L’aiuto alle famiglie più bisognose sembra avere sortito l’effetto sperato e infatti la soglia di povertà assoluta in Italia si è abbassata, ma insieme ai milioni di beneficiari che ne hanno davvero diritto, ci sono anche quelli che prendono un sussidio per poveri anche se sono ricchi, o mafiosi: ne scriviamo tutti i giorni.

L’Inps lavora a fari spenti, ma lavora. I Comuni italiani stanno facendo interviste a tappeto con tutti i beneficiari del Rdc per capire se tutto procede per il verso giusto. A giorni le risposte, a giorni le batoste ma anche i premi ai più bisognosi. Già a partire da questo mese, qualcuno potrebbe non ritrovarsi l’accredito statale sulla card gialla. Scopriamo il perché.

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Reddito di cittadinanza, il momento della verità: il ricalcolo e il rischio di perderlo per sempre o di vederlo diminuire

Per continuare a beneficiare del Reddito di cittadinanza, è bene conoscere i motivi che possono provocare problemi importanti ai fruitori. Primo obbligo essenziale: la comunicazione dell’inizio di un lavoro.

Inoltre si può perdere l’aiuto economico se in fase di sottoscrizione dello stesso, si sono date informazioni false, un pò il caso dei tanti ‘ricchi’ e spacciatori che lo percepiscono senza averne diritto.

I beneficiari del Reddito di cittadinanza per non perdere il diritto al sussidio devono firmare due documenti fondamentali: il Patto di lavoro e la dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro. Attraverso quest’ultima, il beneficiario del Reddito di cittadinanza attesta di non aver in essere alcun rapporto di lavoro e, nello stesso tempo, di trovarsi nella condizione di cercare nuovamente uno.

Per non perdere il reddito la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) va aggiornata sempre in presenza di cambiamenti del nucleo familiare. Altro vincolo che porta alla perdita del sussidio è quello in cui, in presenza di un controllo, il beneficiario viene scovato a svolgere una qualsiasi attività lavorativa senza averne data opportuna comunicazione.

Reddito di cittadinanza: quando viene ridotto

Il beneficiario che non utilizza l’intero importo accreditato sulla Postepay subisce una riduzione del valore del 20% sull’importo non utilizzato. Una circostanza che si verifica nell’ipotesi in cui la somma residua corrisponda al valore inferiore di 100 euro.

Poi ci sono le sanzioni, anche molto gravi. Le dichiarazioni false rese al momento della sottoscrizione del Rdc portano ad un reato penale. In presenza di documenti ritenuti falsi, dichiarazioni non veritiere o ancora nell’omissione di atti è applicabile la pena detentiva da due sino a sei anni.

Nel caso in cui una coppia beneficiaria del sussidio non provvede a comunicare la reclusione detentiva, viene imputato il reato d’illecito anche nei confronti del coniuge. In mancanza di comunicazione di cambiamenti del reddito, oppure, del patrimonio è prevista una pena detentiva da uno sino a tre anni.

Per il beneficiario non ha diritto al Reddito di cittadinanza si applicano le sanzioni amministrative con la restituzione di tutte le somme godute sino all’atto della decadenza.