Svalutazione della moneta, prezzi lievitati, conseguente crisi economica e uova a 10 euro: la riforma di Cuba fa tremare la popolazione.

Cuba
Foto di dwoodsi da Pixabay

Una situazione complessa quella che sta attraversando l’isola di Cuba. La riforma monetaria, che ha tirato una riga rossa sul sistema a doppia valuta, ha provocato inevitabili riflessi sulla vita quotidiana, improvvisamente condizionata da un carovita mai visto negli ultimi sessant’anni. Colpa dell’unificazione fra Cuc (il peso convertibile) e il Cup, ossia il peso cubano, l’unico rimasto in circolazione. Una mossa che ha messo fine a una politica di vita basata sui sussidi e che ha inevitabilmente provocato una svalutazione record della moneta, in deficit clamoroso nei confronti del dollaro.

I negozi hanno alzato i prezzi a livelli record, costringendo la popolazione cubana ad affrontare una crisi quasi senza precedenti, vista nemmeno durante i lunghi anni dell’embargo. La svalutazione ha fatto sì che il potere di acquisto dei cittadini di fatto precipitasse, e questo nonostante il rafforzamento degli stipendi, così come di pensioni e sussidi. Uno strumento pensato dal governo per cercare di frenare gli effetti del caos.

LEGGI ANCHE >>> Troppe chiacchiere, ora è WhatsApp a dire la sua sulla privacy

LEGGI ANCHE >>> Cuba cambia veste: dopo sessant’anni i giovani cercano lavoro

Al momento, la situazione nel Paese sfiora i livelli della recessione. E questo anche in virtù della scarsità dei prodotti a disposizione, a cominciare dai beni di prima necessità. Secondo alcune testimonianze, anche gli articoli più economici starebbero viaggiando a prezzi esorbitanti: le uova, ad esempio, starebbero sui 300 pesos (10 euro) per un cartone da sei. E altri generi alimentari starebbero su prezzi addirittura superiori. Si parla, infatti, di confezioni di prosciutto vendute quasi 2 mila pesos, ovvero circa 65 euro.

In sostanza, anche fare la spesa diventa un’impresa per molte famiglie. Le quali, pur di riuscire a sostenersi, si trovano a dover dar fondo ai propri risparmi. Anzi, secondo alcuni analisti, la situazione per molte di loro sarebbe già al limite. In totale, già la metà dell’importo complessivo dei fondi familiari sarebbe già andato in fumo. Va da sé che un quadro del genere abbia inficiato sul tenore di vita dei cubani. Il che non ha prodotto per forza effetti negativi. Come già visto, il carovita ha innanzitutto “costretto” i giovani di Cuba a cercare lavoro. Una conferma della chiusura col passato e con l’affidamento sui sussidi.