Gli hacker si evolvono: pochi errori grammaticali e truffa ben congegnata. Il phishing resta la più pericolosa.

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PostePay Evolution vulnerabile agli attacchi hacker. Non è propriamente un difetto o un limite, visto che sono moltissimi i portali e gli home banking che sono risultati soggetti a tentativi di truffa. E questo ben più di qualche volta. Come detto più volte, la pandemia ha favorito questo tipo di predisposizione di qualche malintenzionato e non solo gli inganni sono aumentati, ma sono stati resi anche più sofisticati e difficili da contrastare. Il phishing è uno di questi.

Se ormai quasi tutti sanno benissimo di cosa si tratti, è anche vero che proteggersi non è poi così semplice. Vanno messe in atto una serie di precauzioni che non sempre siamo disposti a prendere oppure alle quali non sempre prestiamo la dovuta attenzione. Chi agisce nell’ombra questo lo sa e facendo leva anche su sentimenti umani (come la paura o il dubbio) sviluppa strumenti sempre più pericolosi ed efficaci.

Il phishing è senz’altro la truffa più usata per svuotare i conti correnti. Ma, in questo caso, anche le PostePay Evolution. La trincea è naturalmente la rete, lì dove si combatte oltre che, come da un anno a questa parte, si vive per parecchie ore al giorno. Innanzitutto, nel mirino degli hacker finiscono i dati degli utenti, essenziali per questi sistemi. I titolari vengono contattati con la classica mail che, oltre a riprodurre in modo ben contraffatto dei siti ufficiali, si è evoluta anche da un punto di vista lessicale.

Carte prepagate, allarme rosso: ecco la truffa più pericolosa

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Niente (o pochissimi e impercettibili a occhi inesperti) errori grammaticali o di sintassi. Quindi, via uno di quei sistemi che prima permetteva di riconoscere la fregatura. Poi lo Spid: riaccettarne le condizioni generali, pena l’esclusione dall’utilizzo della PostePay. Non è vero naturalmente, ma come dicevamo agiscono i sentimenti umani. Dubbio, incertezza, anche una certa impreparazione alla furbizia altrui quando in ballo ci sono i nostri soldi.

Inutile dire che cliccare su qualsiasi link o fornire i propri dati, come talvolta accade, significa essere caduti nel tranello. I conti, in questo modo, verranno svuotati nel giro di pochi minuti. Una comunicazione di questo tipo, visto che soprattutto Poste Italiane comunica per iscritto e mai via mail, andrebbe immediatamente cestinata. Non sempre accade. E gli hacker sanno anche questo.