Diversamente da quanto si crede lasciare i propri risparmi sul conto corrente non è così sicuro. Ci sono infatti diverse insidie nascoste che spesso i risparmiatori non vedono.

conto corrente cointestato

Gli italiani sono dei grandi risparmiatori e ce lo confermano i dati raccolti dalla Banca d’Italia. Secondo le stime, la liquidità accantonata in Italia sui conti correnti è di 1.371 miliardi di euro. Questi soldi però, rischiano di perdere valore reale con il passare degli anni e rischiano, se superano un certo ammontare, di dover essere tassati o essere persi nel caso di bail in della banca.

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6 motivi per non lasciare troppi soldi sul conto

Andiamo quindi ad analizzare il perchè è preferibile non tenere troppi soldi nel conto corrente.

  • Rendimento vicino allo zero o comunque inferiore all’inflazione. Nel caso in cui il denaro depositato nel conto corrente non ha un rendimento positivo si avrà un rendimento reale negativo. Quindi con il valore nominale posseduto si potranno acquistare una minore quantità di beni, appunto perchè il rendimento reale è negativo.
  • Per avere un conto corrente completamente gratuito il deposito del conto corrente deve essere pari o inferiore a 5mila euro. In caso di valori superiori infatti si dovranno pagare dei costi, come l’imposta di bollo.
  • Rischio di una tassa patrimoniale dovuta al periodo di crisi economica attuale.
  • Inflazione. Il rendimento medio di un conto corrente è dello 0,4%, ma da diverso tempo alcune banche hanno iniziato a far pagare ai correntisti la giacenza della liquidità. Considerando poi che l’inflazione è cresciuta dell’1,2%, la perdita del valore è stata dello 0,8%. Ciò vuol dire che lasciando il proprio denaro nel conto corrente, con zero rendimenti sulla liquidità si avrà una perdita d’acquisto. Di conseguenza, a causa dell’inflazione si rischia di perdere il 20% del valore del denaro depositato nel conto corrente.
  • Bail in della banca. In questo caso l’istituto finanziario, per superare la propria crisi dovrà utilizzare le proprie risorse, tra le quali i risparmi dei correntisti. Ciò è evitabile tenendo il proprio conto corrente sotto i 100 mila euro, infatti la banca non potrà attingere ai quei conti correnti con una liquidità inferiore a questo valore.
  • Pignoramento del fisco. L’Agenzia delle Entrate potrà chiedere di pignorare, quindi bloccare il conto corrente del soggetto debitore, fino ad avvenuto saldo del debito. Il pignoramento massimo sarà però del decimo del valore.

Quanti soldi tenere sul proprio conto corrente?

Ma allora quanti soldi conviene tenere nel conto corrente? Da quanto fino ad ora spiegato  sarebbe opportuno tenere il valore pari ai 3/5 delle spese mensili e comunque mai per valori superiori ai 5mila euro.

Per gli importi superiori sarà opportuno valutare l’apertura di un nuovo conto corrente presso una banca diversa, magari online per abbattere i costi. La soluzione migliore però rimane quella di tenere sul proprio conto un importo che consenta di affrontare le spese ordinarie e straordinarie, per il rimanente provvedere con investimenti mirati e diversificati.