Risparmi, occhio alla fregatura: gli addebiti che bruciano i vostri soldi

Brutte notizie per i risparmiatori. Vi sono, infatti, alcuni addebiti che finiscono per erodere i propri risparmi. Entriamo nei dettagli e vediamo di quali si tratta.

soldi contanti

A partire dalle bollette da pagare, passando per gli impegni famigliari, fino ad arrivare alle varie necessità quotidiane, sono davvero tante le spese da dover affrontare. Proprio per questo motivo si cerca sempre di risparmiare qualche soldino pur di riuscire a far fronte a possibili imprevisti. Allo stesso tempo non si può fare a meno di considerare come anche il mondo del risparmio sia notevolmente cambiato nel corso degli ultimi anni.

I rendimenti dei titoli a reddito fisso, ad esempio, si sono quasi azzerati. Allo stesso tempo la crisi del settore immobiliare ha portato ad un notevole abbassamento dei prezzi, finendo per danneggiare anche le locazioni. Vista l’attuale situazione, quindi, sempre più persone decidano di optare per metodi alternativi, finendo in alcuni casi per dover far fronte con risultati diversi dalle aspettative. Spesso, infatti, si finisce per imbattersi in alcuni addebiti che vanno ad erodere i propri risparmi, senza nemmeno accorgersi di tale situazione. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo quali sono le voci a cui dover prestare sempre particolare attenzione, onde evitare spiacevoli inconvenienti.

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Risparmi, occhio alla fregatura: ecco gli addebiti che erodono il vostro denaro

Come già detto, vi sono degli addebiti che spesso finiscono per erodere i propri risparmi, senza nemmeno accorgersene. In questo contesto non si può fare a meno di annoverare il Fisco, che in presenza di investimenti chiede una trattenuta alla fonte pari al 26%. Quest’ultima scende al 12.5% in presenza di titoli pagati da enti pubblici, statali o sovranazionale. Ma non solo, ogni anno viene applicata un’imposta pari allo 0,2%, con un importo minimo pari a 34,20 euro. In seguito all’entrata in vigore della cosiddetta Tobin Tax, inoltre, bisogna pagare una trattenuta tra 0,1% e 0,2% in caso di trasferimento di alcune tipologie di titoli, come ad esempio quelli azionari.

Anche nel caso in cui si decida di investire in fondi comuni bisogna prestare attenzione alle possibile insidie. Quest’ultime sono rappresentate dalle commissioni applicate dai gestori, che in alcuni casi si rivelano essere particolarmente elevate. Stesso discorso vale anche nel caso in cui si decida di fare trading online, dove proprio le commissioni possono fare, in molti casi, la differenza.

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