I buoni presupposti dell’inizio dello scorso anno sono svaniti presto. Lo spettacolo è un settore in crisi nera. E per qualcuno è già troppo tardi.

Cinema spettacolo
Foto di Andreas Glöckner da Pixabay

E pensare che i presupposti con cui era iniziato il 2020 sembravano più che una sensazione passeggera. L’anno che si prospettava, ai ranghi di partenza, appariva discreto per diversi settori, specie per quello dello spettacolo che, inizialmente, appariva addirittura in crescita. Poi la pandemia, il dissesto economico, le chiusure e tutto quello che l’ondata pandemica ha portato. A tracciare un quadro sconfortante della situazione legata gli eventi e alle attività del settore musicale, teatrale e cinematografico arrivano i dati Siae.

In percentuale i numeri sono spaventosi: eventi calati del 69,29%, ingressi a picco per il 72,9% e spesa del pubblico giù dell’82,24% rispetto al 2019. Praticamente un abisso, considerando che si parla di oltre 4 miliardi di euro. Per il direttore generale della Siae, Gaetano Blandini, si parla di un bollettino di guerra. Per il presidente Mogol, un prezzo altissimo pagato da chi crea felicità.

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Incassi colati a picco, 2020 nero per lo spettacolo: per alcuni i ristori potrebbero non bastare

Si diceva del 2020. Una buona partenza, con un settore dato in continua crescita anche in virtù di determinate uscite cinematografiche come il film Tolo tolo di Checco Zalone (7 milioni e oltre di spettatori). Bene anche il settore musicale, con un +26,54% di incassi da registrare al botteghino. Poi, con il lockdown, l’inizio di un tunnel che tuttora non vede luce. Quella estiva non è stata un’uscita, ma semplicemente una boccata d’aria da una conduttura secondaria. Nessun evento di rilievo, taglio sui costi e chiusure a oltranza anche per alcuni che pure avrebbero potuto teoricamente riaprire in estate.

Il problema sarà a lungo termine. Anche una volta passata la tempesta, infatti, non è detto che si riesca a ripartire. Anzi, per alcuni potrebbe essere già troppo tardi. Il drammatico “bollettino di guerra” diffuso dalla Siae è impietoso: il cinema è stato stroncato dalla pandemia, con incassi calati del 71,55% e gli ingressi del 70,85%. Ancora peggio i teatri (-70,71% e -78,45%) e i concerti (-83,19% e -89,32%). Un settore dato quasi per spacciato è quello delle discoteche, off limits da agosto: – 78,53% di ingressi e – 78,03% di spesa al botteghino. Un disastro per il quale non è detto che bastino i ristori.