Reddito di cittadinanza, brutte notizie in arrivo: ecco cosa cambia

Importanti novità in arrivo per tutti i percettori del reddito di cittadinanza. A partire da febbraio 2021, infatti, cambiano gli importi. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere.

A causa dell’emergenza coronavirus l’esecutivo ha optato per l’attuazione di una serie di restrizioni volte a contrastare la diffusione del virus. Un momento particolarmente difficile da affrontare, con molte famiglie che si ritrovano a dover fare i conti con una grave crisi economica. Non è un caso, quindi, che sempre più persone si siano ritrovate nel corso dell’ultimo anno a fare richiesta per ottenere il reddito di cittadinanza.

Quest’ultimo, infatti, si tratta di una misura introdotta dal precedente governo, al fine di offrire un sostegno economico alle persone maggiormente in difficoltà. Ebbene, a partire dal mese di febbraio 2021, tutti i percettori di questo sussidio dovranno fare i conti con alcune importanti novità. In particolare, sottolineiamo, molti importi verranno cambiati. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Reddito di cittadinanza, nuovi importi da febbraio 2021: cosa c’è da sapere

reddito di cittadinanza

Come già detto, a partire da febbraio 2021 cambia l’importo del reddito di cittadinanza per molti aventi diritto. Il motivo di questa variazione e da rinvenire nell’aggiornamento del proprio ISEE. Entro il 31 gennaio, infatti, tutti i percettori hanno dovuto presentare la relativa documentazione, con l’importo del sussidio che potrà aumentare o diminuire in base alla propria situazione reddituale aggiornata. Il ricalcolo verrà effettuato in vista dei pagamenti di febbraio, con i soggetti richiedenti che potranno beneficiare del relativo accredito nel caso in cui ne abbiano, ovviamente, diritto.

Il primo requisito da rispettare, d’altronde, è quello di avere innanzitutto un reddito ISEE inferiore alle soglie previste dalla normativa vigente. In caso contrario, il beneficio viene immediatamente a cadere. A tal proposito è bene ricordare che l’ISEE ordinario prende in considerazione i redditi di due anni prima, ovvero in questo caso del 2019. Vista l’attuale situazione legata al Covid, però, può purtroppo capitare che la situazione nel 2020 sia peggiorata. In questo caso, quindi, bisogna presentare l’ISEE corrente. Quest’ultimo, infatti, in presenza in determinate circostanze, come ad esempio una variazione della situazione lavorativa, permette di avere a disposizione un indicatore calcolato sui redditi e patrimoni riferiti all’ultimo anno.