Richieste da oltre 100 miliardi per i primi due bond del governo Draghi. Un trend che premia soprattutto il nuovo titolo di stato a 10 anni.

Bond Draghi

Non ha praticamente nemmeno iniziato a lavorare il governo a guida Draghi. Eppure, nonostante i tempi esigui dal giuramento e con la prospettiva di due non facili sedute alle Camere per ottenere la fiducia, un effetto sembra averlo già prodotto il nuovo esecutivo. Già la sua nomina aveva fatto sorridere i mercati e ora, aspettando che entri in funzione definitivamente anche a livello operativo, il primo “successo” si registra nel campo dei bond.

In questi giorni, il Ministero dell’Economia ha emesso un nuovo titolo di stato a 10 anni, accanto a un secondo con indicizzazione all’inflazione e scadenza a 30 anni. Un’escalation in pochissimi giorni, non si sa quanto attesa, con richieste che hanno toccato cifre oltre i 100 miliardi di euro in totale. Un trend che conferma la buona lena delle obbligazioni italiane, incrementate notevolmente sulla base delle aspettative per il governo Draghi.

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Effetto Draghi, i Bond italiani volano: 85 miliardi per il Btp a 10 anni

Due le nuove obbligazioni emesse sul mercato del debito. Si tratta di un Btp al 2031 e di un Btpei con orizzonte maggio 2051. L’effetto Draghi si è fatto sentire soprattutto per la prima, con un boom nella domanda di quasi 85 miliardi di euro per il primo decennale, e questo solo dal giorno della nomina di Mario Draghi. A pesare, probabilmente, il recente passato alla guida della Banca centrale europea, che consente agli analisti e agli investitori di disporre una pietra angolare più solida sulle aspettative di crescita. A conferma, gli oltre 20 miliardi di euro di ordini effettuati per il debito indicizzato all’inflazione a trent’anni.

Del resto, se la domanda di debito pubblico è rimasta sostanzialmente forte durante quest’anno, buona parte delle motivazioni poggiano sul supporto costante offerto dalla Bce. Una variabile di non poco conto, soprattutto per l’Italia, che ne beneficia sia a livello di spread che di mercati. E proprio sui fondi europei si gioca la partita decisiva. C’è il Recovery fund e i suoi miliardi da disporre: la sfida di Mario Draghi passa dall’Europa. Ancora una volta.