I Compro oro diventano Compro borse: attenti ai nuovi scippi

L’oro nelle case degli italiani è quasi finito e allora la catena si trasforma e dedica attenzione e soldi alle borse, ovviamente di lusso.

Quando si dice il cinismo. Gli italiani che sono piombati in una grave crisi economica dopo lo scoppio della pandemia di coronavirus, hanno bisogno di soddisfare le più elementari e minime esigenze familiari e se non ci arrivano con il lavoro o con gli aiuti del governo, spesso ricorrono a decisioni estreme, come vendere il proprio oro, i ricordi di una vita.

Ma sembra che anche l’oro stia finendo e allora la famosa catena Compro Oro cambia indirizzo: non solo più oggetti preziosi ma anche borse, di lusso ovviamente. Ciò vuol dire che chi le ha in casa, potrà vendere i suoi accessori più preziosi in cambio di denaro liquido. Un finale triste e pericoloso, perché secondo gli esperti, anche i criminali e gli scippatori cambieranno ‘tendenza’. Ed è allarme soprattutto a Roma.

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I Compro Oro diventano Compro Borse: nella Capitale spuntano come funghi

Il fenomeno della trasformazione da oro in borse di lusso ha preso già piede a Roma dove i negozi stanno nascendo come funghi. Segno che la povertà è tutt’altro che un’illazione. Per i Compro oro è necessaria un’autorizzazione della polizia amministrativa della questura che obbliga il commerciante a registrare il nome di chi vende l’oggetto e dove questo viene poi portato per essere fuso o rivenduto.

Ma i ladri non hanno mai avuto paura di questo ‘passaggio’: vendono oro e oggetti griffati con nomi e documenti falsi, nulla di più facile. E quindi ora scatta l’allarme scippi: i malviventi hanno l’occasione di fare il colpaccio con una sola rapina: contanti e borsa e portafogli di lusso. Sul fenomeno della trasformazione, il quotidiano Leggo ha sentito un giudice, Valerio de Gioia. “La vendita e l’acquisto di borse potenzialmente rubate mette a rischio anche l’acquirente perché bene che gli vada può incorrere nel reato di incauto acquisto ma nella peggiore delle ipotesi nel ben più grave reato di ricettazione che prevede una pena che va dai due agli otto anni».