Un avvocato veneto è finito al centro di un caso spinoso. Aveva promesso un cambio lire-euro di un’ingente somma, ma i fatti sono andati diversamente

 

Cambiare 80 milioni delle vecchie lire in euro con quasi 20 anni di ritardo grazie a delle conoscenze in Vaticano. Sembrava questo il piano di un avvocato della provincia di Venezia, ma in realtà non era altro che un tentativo di raggiro nei confronti di un’altra persona.

D’altronde il suo passato non è propriamente roseo, basti pensare che tra i suoi precedenti figurano truffa continuata, tentata estorsione e una sospensione di sei mesi dall’Ordine degli avvocati di Venezia per via di una causa di divorzio. 

Stavolta, insieme ad un complice si era appropriato dell’ingente somma di denaro in lire millantando un cambio rapportato in euro. Una volta entrati in possesso delle banconote i due hanno fatto perdere tracce di loro.

Nell’ottobre 2019 la procura di Treviso aveva richiesto l’archiviazione delle indagini per truffa nonostante la denuncia del signore derubato (anch’egli con precedenti non proprio edificanti).

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Cambio lire-euro, le indagini della procura e la riapertura del caso

Il Gip Gianluigi Zulian dopo diversi mesi ha però optato per l’imputazione coatta e ha stabilito come capo d’accusa l’appropriazione indebita di denaro. Non poteva essere diversamente visto che è ciò che è realmente accaduto.

Non è da escludere che dietro a questa manovra ci sia la possibilità di rivendere le banconote più rare. Gli appassionati di numismatica sono sempre disposti ad elargire cifre significative in cambio di esemplari preziosi e tenuti in Fior di Conio. 

La realtà però è che i truffatori si sono dileguati e ciò non consente di poter analizzare nel dettaglio la situazione. Il primo passo sarà quindi quello di ritrovarli per poter capire anche la loro versione dei fatti.