Domenica 14 febbraio si festeggia San Valentino e molti sono i ristoratori che rischiano di dover fare i conti con l’ennesima chiusura dei locali. Entriamo nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

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In seguito all’emergenza Covid il governo ha deciso di adottare una serie di misure volte a contrastare la diffusione del virus. Restrizioni che hanno registrato un notevole impatto non solo dal punto di vista sociale, ma anche economico, con molte imprese che hanno dovuto chiudere, o quanto meno sospendere, le proprie attività.

Tra le categorie maggiormente colpite si citano i ristoranti. Costretti a dover fare i conti con le varie chiusure, l’ultimo anno è risultato particolarmente difficile da affrontare. Se tutto questo non bastasse, tale situazione continua a protrarsi nel tempo, tanto da dover fare i conti con possibili chiusure anche in occasione della festa di San Valentino. Alcune zone, infatti, rischiano di diventare arancioni, con molti ristoratori che si troverebbero a dover fare i conti con l’ennesima beffa.

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San Valentino, occhio al colore: rischio chiusura per molti ristoranti

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Tra le Regioni interessate da un possibile cambio di colore si annoverano la Toscana e la Campania che, proprio a  partire da domenica prossima, potrebbero tornare ad essere arancioni. Una notizia che desta indubbiamente preoccupazione per i molti ristoratori che speravano di poter lavorare in occasione della festa di San Valentino. Proprio per questo motivo sono in molti a chiedere che se proprio zona arancione debba essere, allora che si inizi da lunedì. In caso contrario, infatti, si rischierebbero delle perdite di milioni di euro. A partire dai fornitori da pagare, passando per il personale, fino ad arrivare ai frigoriferi pieni, d’altronde, sono tanti gli aspetti da dover prendere in considerazione.

Prendere una decisione a poche ore dalla tanto attesa festa degli innamorati, infatti, potrebbe danneggiare le tasche di molti ristoratori. Come sottolineato dal governatore della Toscana Giani, però, non dipende “da noi, tutto viene deciso con un decreto del ministro della Salute in base ai dati che emergeranno venerdì nella cabina di regia“. Per poi aggiungere che “il pericolo di andare in fascia arancione è oggettivo“. Non resta quindi che attendere le prossime ore e vedere quali saranno le decisioni prese in merito, con i ristoratori che continuano a chiedere semplicemente che venga garantito loro il diritto di lavorare.