La società si starebbe preparando a incassare pagamenti direttamente in criptovalute. Un progetto che Mastercard coltiva da tempo.

Criptovalute Mastercard
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L’endorsement di Elon Musk sulle criptovalute non sembra aver limitato il suo campo di influenza a qualche sporadico (sia pure da record) picco nei titoli azionari di alcuni singoli. L’accelerazione di nomi come Bitcoin (alla quale Tesla si è aperta definitivamente, annunciando che accetterà i pagamenti con questa crypto) e soprattutto Dogecoin ha portato sì qualche novità nell’ambito della crescita delle criptovalute ma soprattutto ha reso evidente come il futuro prossimo dell’economia internazionale andrà sempre più a braccetto con il sistema del conio digitale.

E Musk non è l’unico ad aprire i propri brand alle crypto. Secondo alcune indiscrezioni filtrate nelle ultime ore, anche Mastercard starebbe pensando di sposare la logica del digitale, preparandosi ad attivare i pagamenti in criptovalute. Una mossa che sarebbe stata anticipata da una fonte informata dei fatti e che, anche se non ha ancora trovato riscontri ufficiali, non stupirebbe più di tanto.

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Svolta sul digitale, Mastercard si rinnova con le crypto

Già alla fine dell’anno, Mastercard potrebbe aver fatto il proprio ingresso in un’altra era. E questo per una ragione ben specifica, considerando che rispetto ad altri nomi quali Paypal e Visa, la società si starebbe attivando non solo per effettuare pagamenti ma anche per consentire gli incassi sotto forma di valuta fiat. Una vera e propria svolta, che porrebbe Mastercard su un piano finora inesplorato per le organizzazioni che gestiscono il flusso dei pagamenti via carta. Secondo quanto ipotizzato, infatti, il Ceo Michael Miebach sarebbe intenzionato a posizionare la società in una posizione di gestione diretta dei pagamenti in criptovaluta.

In sostanza, una strategia ben diversa rispetto a quella posta in essere fino adesso, attraverso la collaborazione con partner come Wirex. Sempre ragionando secondo le ipotesi formulate fin qui, i negozianti potrebbero incassare direttamente le crypto, senza la necessità di convertire gli incassi in fiat. Del resto, non è un mistero che Mastercard e blockchain fosse un binomio già andato particolarmente d’accordo in questi anni. In questo senso, la società sarebbe in procinto di incrementare notevolmente il numero dei propri brevetti (da 89 a oltre 400), a conferma di una tendenza che vede nel digitale un progetto a lungo termine, non una spinta dell’ultima ora.