Si parla spesso in questi giorni di ‘ricalcolo’ delle pensioni: i primi risultati delle rivalutazioni si vedranno con l’accredito in arrivo a marzo.

La domanda è: la rivalutazione delle pensioni terrà conto dello stato di salute dell’Italia? Inflazione, prezzi al consumo ecc.? Sembrerebbe di no, ma andiamo con ordine. Intanto va detto che la legge di Bilancio 2021 in materia non è così trasparente come ci si aspetterebbe per un argomento così sensibile.

Sembra sicuro che l’adeguamento al costo della vita che si applica ogni anno a gennaio, non verrà effettuato nel calcolo degli assegni pensionistici e proprio a causa della diminuzione dei prezzi al consumo registrata dall’Istat l’anno scorso.

Cosa succede nel mese di marzo: oltre all’Irpef, si registrerà anche la trattenuta dovuta all’acconto dell’addizionale comunale per l’anno 2021, la prima delle nove rate previste.

L’Irpef sarà ricalcolato e questo per i pensionati che hanno percepito altri redditi che non fossero l’assegno pensionistico. Quando succede, il ricalcolo dell’Irpef produrrà un conguaglio negativo.

A marzo, poi, vengono rimborsati i crediti di imposta relativi all’anno precedente: dunque nel caso in cui si siano eventualmente versate tasse superiori al dovuto, il credito viene ovviamente ricalcolato e inserito nel cedolino di marzo.

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Attenti alle pensioni di marzo: è cambiato qualcosa, a chi giova il ricalcolo?

Uscendo dal labirinto tecnico delle leggi, vediamo cosa dovremo aspettarci per il prossimo marzo. Facciamo un passo indietro.

Gli importi pensionistici al 2020 erano:

  • 515,58 euro al mese – 3.820,70 euro annui per i trattamenti minimi pensioni lavoratori dipendenti e autonomi:
  • 293,90 euro al mese – 6.702,54 euro annui per gli assegni vitalizi.

Gli importi definitivi:

  • 515,58 euro al mese – 6.702,54 euro annui per trattamenti minimi pensioni lavoratori dipendenti e autonomi:
  • 293,90 euro al mese – 3.820,70 euro annui per gli assegni vitalizi.

Con il ricalcolo dell’Inps ecco la situazione

  • pensioni per lavoratori autonomi e dipendenti: minima di 515,58 euro
  • vitalizi: 293,90 euro
  • pensioni sociali: 379,33 euro
  • assegni sociali: 460,28 euro
  • LSU: 444,52 euro
  • superminimi: 548,70 euro.