Lettere sul ricalcolo delle pensioni, occhio alla beffa: come tutelarsi

Sono molti i pensionati che si sono ritrovati a dover fare i conti con delle lettere inviate dall’Inps con la richiesta di restituzione delle somme indebitamente percepite. Non sempre, però, l’ente ha ragione e per questo motivo è bene sapere come difendersi.

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Andare in pensione è senz’ombra di dubbio un traguardo molto importante della vita. Dopo aver trascorso anni alle prese con i vari impegni lavorativi, infatti, è finalmente possibile staccare la spina e dedicarsi ai propri interessi. Tuttavia non sempre le cose vanno come sperato e in alcuni casi ci si può trovare di fronte ad una lettera inaspettata in grado di far agitare anche alle persone più tranquille e positive del mondo.

Lo sanno bene, purtroppo, alcuni pensionati, che si sono di recente trovati a dover fare i conti con alcune lettere dell’Inps in merito al ricalcolo delle pensioni. In particolare l’istituto ha chiesto in alcuni casi la restituzione di somme indebitamente percepite dal destinatario della comunicazione. Non sempre, però, l’ente ha ragione e proprio per questo motivo è bene sapere come tutelarsi.

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Lettere sul ricalcolo delle pensioni: l’Inps può chiedere la restituzione?

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Fonte: Pixabay

Spesso accade che l’Inps provveda ad inviare delle comunicazioni con la richiesta di restituzione di eventuali somme percepite indebitamente. Una situazione in grado di mettere indubbiamente agitazione, con il soggetto di turno che decide quasi sempre di mettere mano al portafoglio e pagare la cifra richiesta. A tal proposito, però, è bene sapere che non sempre l’ente ha ragione e vi sono alcuni casi in cui invece non bisogna pagare.

Ne sono un chiaro esempio alcune lettere sul ricalcolo delle pensioni inviate di recente ad alcuni pensionati. Come riportato da Il Giornale, infatti, l’Inps ha provveduto ad inviare delle lettere con la richiesta di restituire entro 30 giorni cifre che vanno da un minimo di mille euro fino ad arrivare a circa 30 mila euro. Richieste non affatto indifferenti, che rischiano di creare un bel po’ di problemi alle tasche di alcuni italiani.

Ebbene, in questo caso bisogna sapere che se a commettere l’errore è stato l’istituto di previdenza, quest’ultimo non può richiedere nulla indietro. Nel caso in cui sia il pensionato a commettere dolo, ad esempio attraverso una falsa dichiarazione, invece, è obbligato alla relativa restituzione. Nel caso in cui vi giunga una lettera sul ricalcolo delle pensioni, quindi, è bene prestare attenzione e accertarsi di chi è la colpa. Solo in questo modo si potrà sapere se si dovrà pagare oppure no la somma richiesta.

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