L’Ente comunica che, fino al prossimo 30 aprile, non verranno eseguiti controlli del Fisco in loco. Il motivo? La pandemia e la sofferenza delle aziende.

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Controlli fiscali sospesi, almeno fino al prossimo 30 aprile. Lo ha comunicato l’Agenzia delle Entrate che, vista la situazione di emergenza ancora in essere, ha deciso di concedere una dilazione nelle tempistiche legate alle verifiche fiscali. Il coronavirus, infatti, ha modificato radicalmente anche la tenuta delle aziende, costringendo a qualche accortezza in più da un punto di vista normativo. Qualche accertamento, comunica la stessa Agenzia delle Entrate, potrà essere effettuato da remoto.

Tutto il resto, è decretato all’interno del documento stilato dall’ente e che illustra le procedure che verranno attivate da qui ai prossimi mesi per il controllo del Fisco. Diciotto pagine di dossier, illustrativo ed esaustivo circa le normative che verranno adottate e da quali enti saranno applicate.

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Fisco, stop ai controlli: come si muoverà l’Agenzia delle Entrate

Il tutto, naturalmente, rientra nell’ottica di una strategia pensata per bilanciare il periodo di difficoltà generale vissuto (anche tuttora) dalle aziende e le entrate dell’erario. Una sorta di compromesso, per non gravare ulteriormente su bilanci aziendali andati fortemente in perdita con il lockdown prima e le restrizioni poi. E non è detto che, anche in seguito, le verifiche da parte dell’ente non vengano disposte con le modalità adottate in fase di emergenza.

Il punto è che la pandemia ha incredibilmente accelerato la rivoluzione digitale, anche se sortendo effetti non sempre totalmente positivi. In questo senso, si legge anche la decisione di prolungare lo stop ai controlli fiscali fino al 30 aprile, ovvero il giorno in cui cesserà lo stato di emergenza. Da quel momento, a seconda di quale sarà la situazione del Paese, si deciderà se e come l’Italia dovrà ripartire. Nel frattempo, nei 90 giorni in oggetto, controlli in sede non ce ne saranno.