Stipendio dipendenti privati: non è tutto oro quel che luccica

Aumentano le retribuzioni dei dipendenti del settore privato, ma sempre in maniera inferiore rispetto alle retribuzioni pubbliche. Vediamo peché.

retribuzioni settore privato o pubblico
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In tema di retribuzioni, pubbliche e private, la preferenza ricade sempre sulle prime. Ciò avviene per una moltitudine di fattori, primo fra tutti l’inesistenza di crisi economica del settore pubblico

I contratti collettivi del lavoro, ogni tot tempo, devono essere rinnovati. Nell’anno 2020, a causa della pandemia, sono stati registati solamente otto accordi di rinnovo, meno di un quinto degli oltre cinquanta contratti scaduti a inizio anno.

L’aumento delle retribuzioni, nel secondo semestre 2020, è stabile per il settore privato, mentre è progressivamente diminuita nel settore pubblico.

L’Istat ha sottolineato che nel 2020 l’indice delle retribuzioni orarie

La crescita delle retribuzioni è sostanzialmente stabile per il settore privato, mentre è progressivamente diminuita, fino ad annullarsi nel secondo semestre dell’anno, per il pubblico impiego.

L’Istat, ha sottolineato che nel 2020 l’indice delle retribuzioni orarie e, altresì, delle retribuzioni contrattuali, è cresciuto dello 0,6% rispetto a dicembre 2019.

L’’aumento delle retribuzioni ha raggiunto lo 0,8% per i dipendenti dell’industria, lo 0,7% per quelli dei servizi privati ed è nullo per la pubblica amministrazione

L’indice mensile delle retribuzioni contrattuali registra un aumento tendenziale dello 0,6% rispetto a dicembre 2019, pur restando invariato rispetto a novembre. In particolare, l’aumento ha raggiunto lo 0,8% per i dipendenti dell’industria, lo 0,7% per quelli dei servizi privati ed è nullo per la pubblica amministrazione.

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Retribuzioni settore privato: i dettagli

Gli aumenti tendenziali più elevati riguardano questi settori:

  1. quello del credito e assicurazioni, pari al +2,2%;
  2. il settore dell’edilizia, pari al 1,6%;
  3. l’estrazioni minerali ed energia e petroli, entrambi  pari al +1,4%;

Non è previsto alcun incremento per l’agricoltura, il commercio, le farmacie private, le telecomunicazioni e la pubblica amministrazione.

L’Istat ha previsto che, alla data di fine dicembre 2020, i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica, circa 24 contratti riguardavano il 19,1% dei dipendenti con un monte retributivo pari al 19,8% del totale.

I contratti in attesa di rinnovo a fine dicembre 2020 sono 49 e coinvolgono circa 10,0 milioni di dipendenti.

Il tempo per il rinnovo del contratto scaduto è aumentato, passando da 11,8 mesi a gennaio a 20,1 mesi a dicembre.

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