Caso mascherine U-Mask, altra bomba di Striscia: Nas sequestrano il laboratorio

La troupe di Striscia è arrivata ai laboratori Bolzano (sede dei test) mentre i Nas disponevano il sequestro. Ecco cosa è accaduto.

Striscia U-Mask

Non c’è solo la questione degli sprechi Rai fra le inchieste di Striscia la Notizia. Il tg satirico di Antonio Ricci, infatti, si è recato presso il laboratorio Clodia di Bolzano, dove erano stati effettuati i test sulla capacità di filtrazione delle mascherine, proprio mentre veniva posto sotto sequestro dai Nas. Il laboratorio, come appurato dalla stessa inchiesta, aveva eseguito i controlli per conto di U-Mask. Ottenendo risultati che avrebbero confermato come le mascherine in questione fossero sopra la soglia minima di filtrazione (95%) prevista a norma di legge. Secondo Striscia, però, le cose stavano diversamente.

La troupe di Striscia, guidata dall’inviato Moreno Morello, sarebbe arrivata ai laboratori Clodia nel frangente in cui i Nas di Trento apponevano i sigilli ai locali, disponendo quindi il sequestro penale. L’ultimo atto (per ora) del quale si costituisce l’inchiesta del programma, ormai avviata da alcune settimane.

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Caso U-Mask, altra bomba di Striscia: la vicenda

Le cosiddette U-Mask, le mascherine rese note dai molti vip che le hanno utilizzate, vengono vendute a 35 euro. Per questo si era proceduto all’analisi delle capacità di filtraggio, che le avrebbero rese fra le migliori in questo senso, addirittura “con una filtrazione del 99.9% e un’efficienza di 200 ore effettive di utilizzo”. Numeri che, tuttavia, secondo Striscia non coincidevano con i risultati dei test di laboratorio.

La troupe di Striscia ha fatto realizzare diversi nuovi test in numerosi laboratori, i quali sostengono che la mascherina in questione non raggiunge la soglia minima del 95% nella capacità di filtrazione. Il che, di fatto, renderebbe le U-Mask delle mascherine con standard inferiori a quelle chirurgiche, vendute a 50 centesimi. A ogni modo, il responsabile del laboratorio utilizzato da U-Mask, Roberto Marchetti, aveva fatto sapere a Striscia come fosse stato impiegato un metodo alternativo. Il quale giustificherebbe i risultati diversi ma che, secondo Accredia (l’ente italiano di accreditamento) “non avrebbe ottenuto” l’accredito richiesto.