Sprechi Rai, Striscia colpisce ancora: “tre milioni per tre stanze”

Altra puntata di RaiScoglio 24. Nel mirino di Striscia finisce il canale di Pubblica Utilità, a quanto sembra rimasto… inutilizzato.

Striscia

E’ ormai una rubrica fissa quella di RaiScoglio 24. Striscia la Notizia torna sul tema dei presunti sprechi Rai, focalizzando l’attenzione su oltre 3 milioni di euro che l’azienda di Viale Mazzini avrebbe impiegate per la content room e per gli studi meteo del canale Pubblica utilità, a Saxa Rubra. Un nuovo capitolo della crociata contro i presunti sprechi iniziata dal tg satirico creato da Antonio Ricci, che affida all’inviato Pinuccio (rigorosamente da uno scoglio ventoso)la disamina delle notizie.

Più in generale, un nuovo capitolo della lunga storia di rivalità fra le due reti. All’epoca fu l’arcinota querelle di Affari tuoi, tradotta in un’annosa sfida a distanza con il programma rivale, Striscia, che nel gioco dei pacchi aveva incontrato il primo vero oppositore in termini di share in quella fascia oraria. Ora, però, la questione sembra decisamente più impellente poiché, in ballo, potrebbero esserci quelli che sostanzialmente sono soldi pubblici.

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Sprechi Rai, Striscia colpisce ancora: sotto i riflettori finisce Saxa Rubra

Il caso dei presunti sprechi in Rai era finito persino oggetto di un’istanza parlamentare, finita in Commissione permanente Finanze e Tesoro. In quel caso, l’inchiesta di Striscia si riferiva alle sedi estere della rete nazionale, a quanto pare scarsamente utilizzate, e soprattutto agli studi di Bruxelles, a quanto sembra utilizzati ancor meno dagli inviati vari. Con il nuovo servizio, si resta in Italia. A Saxa Rubra per la precisione, Roma Nord, dove sorgono i ben noti studi Rai.

Proprio qui, secondo l’inchiesta, sorgerebbe la struttura creata nel 2018 per ospitare il canale Pubblica utilità e nella quale troverebbero posto le più importanti attrezzature volte alla realizzazioni dei programmi (soprattutto luci e schermi vari). Il punto, secondo chi lavora all’inchiesta, è che tali studi non solo sarebbero rimasti inutilizzati ma, addirittura, impiegati come dei semplici uffici (inclusi gli attigui studi meteo). Il tutto a fronte di un costo complessivo che si aggirerebbe attorno ai 3 milioni. Altra tessera del puzzle o, se vogliamo, altro riflettore. Questo sì acceso.