Rai Scoglio 24, il programma fittizio che ospita i servizi dell’inviato Pinuccio, mette sotto i riflettori alcune cifre che sarebbero spese dalla Rai. E il caso arriva in Parlamento.

Striscia Rai

Cina, Russia, Belgio: tre Paesi per altrettante sedi Rai all’estero, sulle quali ha messo ormai da tempo gli occhi un’inchiesta di Striscia la Notizia, condotta dal fittizio e satirico programma “Rai Scoglio 24”, spazio occupato dai servizi dell’inviato Pinuccio. Presunti sprechi da parte della rete nazionale, finiti anche sotto la lente della Commissione permanente Finanze e Tesoro, intervenuta nella persona del senatore Elio Lannutti, che ha focalizzato la propria attenzione non tanto sulle sedi estere quanto sulle spese per il personale.

Le richieste non sono le nostre ma dei cittadini che sono costretti a pagare il canone sulle bollette elettriche“, spiega il senatore nel servizio. L’ultimo di una serie che ha percorso praticamente diametralmente il globo, indagando sulle sedi di Bruxelles e Pechino, a detta di chi conduce l’inchiesta, deserte da mesi.

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Sprechi Rai, l’inchiesta di Striscia su stipendi e sedi estere: l’interrogazione parlamentare

Bruxelles, visto anche il ruolo cruciale in quanto sede delle istituzioni europee, viene scandagliata in lungo e in largo. Una sede che, secondo gli autori del servizio, costerebbe non 3 mila euro al giorno (come si era ipotizzato) ma 4 mila. E questo, spiegano, senza un contratto di appalto, il quale non sarebbe quantomeno visibile nella pagina trasparenza del sito Rai. Uffici che, peraltro, non sarebbero frequentati dagli inviati, in quanto usufruirebbero degli studi dell’azienda belga fornitrice delle immagini.

Ma è solo una delle branche dell’inchiesta. Il senatore Lannutti, assieme ad altri 9 parlamentari, ha infatti presentato un’interrogazione ai Ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico, per chiedere delucidazioni proprio a partire dai servizi di Striscia. In particolare, sui presunti “150 mila euro per ristrutturare una sede che non è Rai ma in affitto“.

Più in generale, su una gestione Rai definita dai costi elevati: “939 milioni annui per il personale, 12.901 dipendenti (dati 2019), perde circa 40 milioni di euro. Ho martellato anche con denunce su come vengono gestiti i soldi pubblici. Tra l’altro, questi inviati hanno stipendi elevati. Il costo azienda medio annuo è di 200 mila euro per ciascuno dei 210 capiredattori; 140 mila euro per 300 capiservizio; 70 mila euro per i neoassunti“. Ci sarà da discutere.