Il Cert segnala ben 11 campagne di phishing. Una vera e propria offensiva, con sistemi sempre più sofisticati ma individuabili con un po’ d’attenzione.

Truffa bancomat
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Sembra che, in qualche modo, assieme all’incidenza del coronavirus sia cresciuta anche la lena dei pirati del web nel creare sistemi di phishing sempre più insidiosi. Il Cert di riferimento (l’ente preposto a raccogliere le segnalazioni di problematiche informatiche) ha infatti messo a referto 11 campagne di phishing bancario, messe in piedi al fine di accedere a conti correnti altrui sfruttando alcuni sistemi collaudati e altri innovativi.

Una vera e propria offensiva da parte di truffatori del web, che mirano non tanto a bucare le varie home banking, quanto piuttosto a farsi letteralmente consegnare le chiavi con l’inganno. Nello specifico con delle mail-trappola che, facendo leva sull’effetto sorpresa, a volte riescono nell’intento di trarre in inganno le potenziali vittime. Il trucco è rodato e anche svelato ma, forse per questo, la controffensiva è stata anche più massiccia.

Va considerato che, puntando ai conti correnti veri e propri degli utenti, anche un solo “buco” può fruttare parecchi soldi a chi si nasconde dietro i phishing. Anche perché, nonostante vi siano degli indizi che possono spingere a intuire la truffa, le tecniche adottate da chi tenta di raggirare sono ben architettate. E, soprattutto, si servono di nomi famosi (incluse le Poste) per dare un che di credibilità alla loro mail. La quale, solitamente, minaccia di bloccare i conti vari (o le PostePay) qualora non si segua la procedura di reinserimento dati.

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Phishing, pirati del web all’arrembaggio: l’allarme del Cert

Altro trucco, quello del pacco bloccato e della necessità di “sbloccare il pagamento” (la cifra indicata solitamente si aggira attorno ai 4 euro) per far andare in porto la consegna. Ecco, se si ricevono mail simili il consiglio è semplice: mai cliccare su link né seguire le procedure indicate. Anzi, leggere con attenzione anche gli indirizzi mail, poiché non ufficiali e quindi facilmente individuabili.

Il trucco, visto che rintracciare (o tracciare) i truffatori può essere complicato, è prestare la massima attenzione. E dare un occhio a quei dettagli (indirizzo mail, linguaggio, richieste particolari, link sospetti) che rimandano alla possibile truffa. Anche le patch di sicurezza possono essere utili ma, spesso, basta un po’ di sana prudenza.