Si finge innamorato e maggiore dei carabinieri, inizia cosi la truffa da 200mila euro

Un approccio online, l’adescamento e poi la truffa: un 56enne di Lecce accusato di aver frodato due donne fingendosi… innamorato.

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Forze dell’ordine (Fonte foto: web)

Non è un trucco nuovo ma il raggiro si serve anche di strumenti collaudati. Lo sapeva bene un 56enne di Lecce che, fingendosi un’altra persona, mostrava un sedicente interesse nei confronti di donne conosciute sul web, arrivando a spillare loro delle somme consistenti. Il tutto avvalendosi non solo di una forma di pressione psicologica ma anche di vere e proprie minacce. Due, in particolare, le donne cadute nel tranello: una 55enne di Trepuzzi e un’altra di 61 anni, veneta.

Lui, con quei soldi estorti con l’inganno, avrebbe condotto una vita agiata, permettendosi acquisti onerosi di beni di lusso. Il tutto alternando momenti di falso corteggiamento a minacce vere e proprie, fino a quando le due vittime non hanno deciso di chiudere la questione, denunciandolo. L’uomo è ora indagato con l’accusa di truffa aggravata. Per lui è già stato chiesto il rinvio a giudizio da parte del pm Massimiliano Carducci.

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Si finge innamorato e maggiore dei carabinieri, da lì è iniziata la truffa

La strategia adottata per ingannare le donne è stata la stessa. Un avvicinamento sul web, un corteggiamento approssimativo con la promessa d’amore, fino alle richieste di denaro per i motivi più disparati. Via via sempre più consistenti. Mosse simili in entrambi i casi ma con alcune differenze. Nel primo caso, infatti, l’uomo si era finto attratto dalla donna, facendo leva sul suo stato di salute, per poi mettere in atto, secondo l’accusa, una vera e propria estorsione. Nella denuncia figurerebbero acquisti per migliaia di euro, sia tramite denaro del libretto di risparmio che online con carta di credito.

Nel secondo caso, invece, il presunto truffatore si era finto addirittura un maggiore dei carabinieri, dalle non meglio specificate mansioni, adottando comunque una “procedura” simile. Finto innamoramento, richieste di denaro, toni minatori. Alla fine, entrambe le donne hanno raggiunto la misura colma e hanno deciso di recarsi dai carabinieri, quelli veri. Durante gli accertamenti, sono stati controllati sia i telefonini che i vari movimenti sui conti corrente.

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