Dal Nord al Sud, arrivano i primi stanziamenti da affiancare ai Ristori governativi. Le Regioni dispongono prestiti e agevolazioni.

Regioni Partite Iva
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In attesa che si definisca una volta per tutte il futuro dell’esecutivo italiano e con esso, naturalmente, le prossime mosse a favore dei lavoratori italiani, qualcosa prova già a smuoversi. Si aprono infatti i bandi per l’accesso ai bonus per le Partite Iva, così come per la sospensione dei mutui. Saranno le Regioni, in particolare, a stanziare uno stock di aiuti alle categorie professionali iscritte a Ordini di riferimento, cosicché possano contare su alcuni finanziamenti oltre ai Ristori attesi dal governo.

Stanziamenti che differiranno a seconda dei territori di appartenenza ma che, nelle intenzioni, dovranno fornire un supporto ulteriore a quelli attesi nel Ristori Quinquies. Il quale, crisi o no, dovrà essere definito per fornire una risposta agli italiani vessati ancora dagli strascichi della pandemia. E, naturalmente, per cancellare qualche passo falso di troppo, come la questione Lombardia.

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Partite Iva e imprese, si muovono le Regioni: tutti i dettagli dei bandi

Il monitoraggio dei portali web della propria Regione diventa fondamentale. Al Nord, ad esempio, il bando del Piemonte mette a disposizione 18,2 milioni per l’erogazione di un contributo a fondo perduto di 7.500 euro. In Lombardia si parla di 270 milioni per la liquidità destinata ai professionisti, con prestiti calcolati fra 18 mila e 200 mila euro (interessi 3%). In Liguria i bandi saranno due: contributi per la digitalizzazione e per la sanificazione anti-Covid, per un totale di 10 milioni. In Veneto, il budget è di 41 milioni.

Per quanto riguarda le regioni del Centro, in Emilia-Romagna saranno erogati prestiti per i lavoratori autonomi fra 5 mila e 25 mila euro a tasso zero. In Toscana sussidi da due mentalità per i tirocinanti, in Umbria indennità da 1.500 euro fino al 26 febbraio. Qualche novità al Sud: in Calabria arriveranno finanziamenti a professionisti e imprese, da 15 mila a 80 mila euro. In Puglia si ragiona una tantum: 2 mila euro la richiesta entro il 29 gennaio.