Tessera sanitaria, sistema ko: cosa sta succedendo? Le conseguenze per gli utenti

Diversi i problemi rilevati sul portale telematico della tessera sanitaria proprio a pochi giorni dal termine ultimo per l’invio delle spese sanitarie 2020tessera sanitaria

Un classico all’italiana, che si ripresenta sempre nel momento di maggiore necessità. A pochi giorni dalla scadenza per l’invio delle spese sanitaria del 2020 (fissato per il 31 gennaio 2021), il portale della tessera sanitaria è in disservizio.

Nell’area dedicata agli utenti compare un messaggio piuttosto emblematico che rimanda ad un problema tecnico risolvibile in pochi giorni lavorativi. Alla fine del testo sono riposte le classiche scuse per il disagio provocato. Purtroppo però le persone possono farci ben poco, hanno bisogno di soluzioni immediate onde evitare di non poter completare le importanti operazioni sopracitate.

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Tessera sanitaria, cosa cambia a partire dal 2021

Ad aggravare la situazione c’è che il malfunzionamento già va avanti da diversi giorni per cui già da tempo era stato chiesto l’intervento del Governo. A prendere ufficialmente posizione sulla questione ci ha pensato il presidente dell’associazione nazionale dei commercialisti Marco Cuchel, il quale ha diramato un comunicato ufficiale che esorta l’Esecutivo ad un cambiamento dell’intero sistema.

Una svolta sia per quanto concerne le tempistiche sia per le modalità degli invii telematici oltre che delle forme di pagamento. D’altronde con le nuove disposizioni si iniziano a favorire le transazioni portate a termine con mezzi tracciabili. 

Infatti la Legge di Bilancio 2020 prevede tassativamente questo sistema per poter ottenere la detrazione dell’imposta sanitaria al 19%. Per quanto concerne le spese mediche del 2021 sono in previsione ulteriori cambiamenti visto che il ministero dell’Economia e delle Finanze ha varato l’introduzione dell’invio dei dati al portale della tessera sanitaria con cadenza mensile.

Dunque niente più invio annuale. Il provvedimento è ormai in vigore ed è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 29 ottobre. Gli intermediari inoltre avranno l’arduo compito di inviare (sempre telematicamente, ma senza l’indicazione del codice fiscale) anche le spese alle quali i contribuenti si oppongono a trasmettere.