Slittano ancora una volta i controlli controlli predisposti dall’Inps per verificare l’esistenza in vita dei pensionati residenti all’estero.

Pensionati inps estero
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L’Inps aveva avviato le procedure di accertamento per verificare l’esistenza in vita dei pensionati residenti all’estero, ma a causa del lockdown erano state bloccate per poi riprendere regolarmente ad inizio estate.

Purtroppo, a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria i controlli si sono nuovamente arrestati.

L’INPS, con circolare n. 3102 dello scorso 11 agosto, aveva disposto che i suddetti controlli si sarebbero dovuti svolgere in due fasi distinte, preso atto dei livelli di contagio presenti negli altri Paesi in cui risiedono i pensionati oggetto di verifica.

L’INPS, nella prima fase, chiamata Fase 1, riferita al periodo tra ottobre 2020 e marzo 2021, aveva iniziato a comprovare l’esistenza in vita dei pensionati residenti all’estero. In particolare, residenti in queste zone del mondo: sud America, del centro America, del nord America, dell’Asia, dell’estremo Oriente, della Scandinavia e dell’est Europa.

Anche la Fase 2, riferita tra gennaio/giugno 2021 per i residenti in Europa, Africa e Oceania, ha subito uno slittamento a causa dell’emergenza sanitaria.

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Pensionati residenti all’estero: stop ai controlli dell’INPS

L’INPS, con la nuova ondata di diffusione del Coronavirus, è stato costretto a rinviare di tre mesi il termine previsto per l’invio delle attestazioni.

Ne consegue che se l’attestazione di esistenza in vita non dovesse pervenire entro la data di scadenza prevista, l’INPS interromperà l’erogazione dell’assegno. Detta interruzione avverrà a partire dal mese successivo, che dovrebbe coincidere con giugno 2021.

Il pensionato potrà riscuotere la pensione solo in contanti presso le agenzie Western Union del suo Paese di residenza. In questo modo sarà la Banca ad attestare l’esistenza in vita del pensionato. Se la riscossione non dovesse verificarsi neppure in questo modo, la pensione sarà immediatamente interrotta.