Inserimento nel Ristori Quinquies o convergenza nel Reddito di cittadinanza. Al vaglio due ipotesi per il futuro del Reddito di emergenza.

Reddito di emergenza
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Emergenza è diverso da cittadinanza, anche se c’è il comune denominatore del Reddito. La differenza sostanziale, è che il primo viene pensato non come forma integrativa ma come vero e proprio sostegno, nello specifico a chi di forme di assistenza non ne ha nemmeno una. Ora, dal momento che il Reddito di emergenza è in fase di pagamento per quel che riguarda la tranche di dicembre, i fruitori iniziano a preoccuparsi per quel che sarà la situazione nei primi mesi del nuovo anno.

Gennaio e febbraio, da capire se e come entreranno i sostegni del Reddito di emergenza. Le ipotesi sul tavolo, al momento, sono due: inserirlo nel Decreto Ristori Quinquies, ancora in discussione e a prescindere dall’esito della crisi, oppure farlo confluire nel Reddito di cittadinanza.

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Reddito d’emergenza, tra proroga e Ristori: quanto influisce la crisi di governo?

Anche se una misura meno nota, o comunque meno discussa del Reddito di cittadinanza, quello di Emergenza è stato richiesto da 700 mila persone per 4 mensilità. A riferirlo, in un’intervista a Repubblica, era stata la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, che aveva precisato come, accanto ai sostegni per coloro che non ne hanno, si renda necessario rimpolpare il Reddito di cittadinanza. Il quale “di fatto è l’unica misura di contrasto alla povertà in Italia. Meno male che esiste; vogliamo rilanciare con forza le politiche attive a prescindere dal RdC”.

Per il RdC, si muove anche il Quinto Ristori: Il Sole 24 ore parla di 1,2 miliardi di risorse, da porre accanto ai 4 miliardi già previsti in manovra. La soluzione della convergenza, tuttavia, sembra convincere meno rispetto alla possibilità della proroga, che andrebbe a riguardare i mesi di gennaio e febbraio. Del resto, l’incremento delle risorse nel Ristori potrebbe essere mirato proprio allo strumento della convergenza nel Reddito di cittadinanza.

A ogni modo, tutto passerà dall’approvazione dello scostamento di bilancio per 32 miliardi, 5 dei quali destinati a provvedimenti per il mondo del lavoro nei suoi vari settori. Un argomento che, crisi a parte, non dovrebbe trovare grossi ostacoli dal momento che anche il Centrodestra sembra orientato a votare a favore.