Frenata Whatsapp, la versione di Facebook: “C’è confusione…”

L’aggiornamento di Whatsapp slitta di tre mesi, se ne riparlerà il 15 maggio. Facebook chiarisce: la priorità è la privacy dei contenuti.

Facebook Whatsapp
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Ora Whatsapp fa un passo indietro. Il tanto temuto aggiornamento sulla privacy slitta di tre mesi, posticipando quindi novità e polemica. Il rinnovo dell’informativa che avrebbe reso inutilizzabili gli account per chi non avesse accettato a partire dall’8 febbraio, ha davvero provocato uno sconquasso all’interno del gruppo Facebook. La migrazione degli utenti verso altri lidi (vedi Signal e Telegram) sembra aver convinto la dirigenza a rallentare, quantomeno per fornire spiegazioni più esaustive su quello che sta accadendo.

Era possibile che il timore di perdere il primato nell’ambito florido della messaggistica istantanea portasse Whatsapp a fare dietrofront. Ed ecco che, nonostante le statistiche dicano che detronizzare la piattaforma che fa capo a Facebook sia impossibile, tutto slitta al 15 maggio.

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Frenata Whatsapp, l’aggiornamento slitta: lo spiega Facebook

Per quella data, il quesito si riproporrà ma la speranza è che lo faccia con qualche dettaglio in più. Del resto, come spiegato da Facebook, l’ultimo aggiornamento non sposta nulla negli equilibri di privacy della app. Il tutto, secondo il colosso di Mark Zuckerberg, si riduce (come molti in realtà  pensano) a un mero malinteso: “Dato – scrive Facebook – che la circolazione di informazioni errate e non veritiere ha causato preoccupazione, desideriamo fare chiarezza e assicurarci che tutti comprendano i principi su cui ci basiamo”.

Whatsapp garantisce che la priorità della app resterà tutelare i contenuti e far sì che quanto condiviso in famiglia “resti in famiglia”. Per ora, tuttavia, la mossa più saggia è andarci cauti, spiegare meglio se e cosa cambierà e tranquillizzare quegli utenti che hanno già contribuito alla risalita degli indici delle compagnie rivali. Senza che, del resto, si abbia piena contezza delle normative in atto, che nella maggior parte dei casi non sono poi così diverse.