La banca d’affari di New York traccia un quadro di probabilità. E fa il nome di alcuni esponenti dell’opposizione come possibili fattori di rischio nei rapporti con Bruxelles.

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Moody’s pronostica la tempesta sui Btp qualora dovesse innescarsi anche una sola nuova piccola crisi. Morgan Stanley, invece, proietta i suoi riflettori sulla crisi di governo innescata da Italia Viva e sui suoi effetti a lungo termine. Innanzitutto su quella che resta una priorità fondamentale di qualsiasi esecutivo rientrante nel novero di Bruxelles: i rapporti con l’Europa. Per MS, il rischio che non riesca a formarsi un governo stabile dopo il crack delle dimissioni della delegazione di IV è concreto, anche se non scontato.

In caso accadesse, si andrebbe a elezioni anticipate e a un cambiamento di governo. Uno scenario che potrebbe incidere sui rapporti bilaterali fra Roma e Bruxelles, mai come in questo momento cruciali, visti i miliardi in ballo per il Recovery Fund. E, più in generale, la necessità di sinergia (vista l’emergenza comune) con gli altri Paesi membri.

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Crisi di governo, per Morgan Stanley è un rischio anche per l’Europa: “Rischio politico con un nuovo esecutivo”

E proprio sulle divergenze su Recovery e Mes, Renzi ha deciso di sfilare due ministri e un sottosegretario dalle fila della maggioranza. Ora, secondo Morgan Stanley, “il presidente Mattarella valuterà se è possibile formare un governo sostenuto da una maggioranza parlamentare. A nostro giudizio, l’esito più probabile vede il premier Conte, il cui governo ha ancora una maggioranza alla Camera, trovare una nuova maggioranza al Senato per sostenere il suo governo nei voti chiave, magari con il sostegno di Italia Viva. Altre opzioni, tra cui un nuovo premier, o elezioni anticipate, rimangono possibili”.

La banca d’affari newyorkese, nell’ipotesi del cambio di governo, esprime un timore ben specifico. E che risponde ai numeri forti dell’opposizione, che al momento vede la Lega di Matteo Salvini davanti nei sondaggi. Nel caso in cui in un ipotetico nuovo governo vi sia il coinvolgimento dell’ex vicepremier, “ci aspettiamo un aumento delle tensioni con l’Unione Europea, date le divergenze politiche, ad esempio in merito alle politiche migratorie. Questo potrebbe complicare l’implementazione del Recovery Fund, il quale prevede che l’Unione fornisca risorse finanziarie all’Italia pari al 10% del Pil nei prossimi 5 anni”.

A questo punto, conclude MS, crescerebbe il rischio politico europeo: “Il rischio politico del 2021 in Europa sembrava modesto, con elezioni programmate solo in Germania e nei Paesi Bassi, che avrebbero dovuto portare a cambiamenti di minor rilievo. Il riemergere del rischio politico Italiano mette in discussione questa prospettiva: le elezioni anticipate sembrano possibili e probabilmente porterebbero a un nuovo governo, meno allineato con l’Ue”. L’altalena della politica sembra già cominciata.