I buoni fruttiferi postali sono lo strumento preferito dagli italiani per risparmiare il proprio denaro senza costi di gestione. Come ottenere il rimborso.

Buoni fruttiferi postali
Fonte Facebook – Mi manda Rai Tre

I buoni fruttiferi sono uno strumento spesso utilizzato dagli italiani per risparmiare soldi. Non sono dotati di rendimenti non particolarmente elevati, sono uno dei metodi più sicuri per investire il proprio denaro, in quanto garantiti dallo Stato italiano. Sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e vengono collocati sul mercato da Posta Italiane.

I buoni fruttiferi sono esenti dall’imposta di successione e godono di una tassazione agevolata al 12,50%.

Poste Italiane ha comunicato che tutti i buoni fruttiferi postali possono essere rimborsati al 100% in qualsiasi momento.

Per quanto riguarda gli interessi, essi non saranno corrisposti prima che siano decorsi i termini previsti al momento della sottoscrizione. Eventualmente il rimborso potrà avere un valore maggiore del netto risparmiato.

Vediamo insieme come ricevere il rimborso.

Riscossione buoni fruttiferi postali con o senza successione

Ci sono due distinte modalità di riscossione dei buoni fruttiferi postali: con o senza successione.

Per i buoni fruttiferi cointestati che rientrano nella successione dell’eredità bisogna fare una distinzione a tra quelli emessi prima del 28 dicembre 2000 e quelli emessi dopo tale data.

Poste Italiane, nel caso di decesso di uno dei sottoscrittori, ha l’nere di bloccare la riscossione dell’altro sottoscrittore. Invece, per i buoni emessi a partire dal 28 dicembre 2020 è stata applicata la clausola PFR, ovvero «pari facoltà di rimborso». Con questa clausola è possibile presentare in Posta il modulo per il rimborso con gli interessi maturati fino a quel momento.

La riscossione per i buoni emessi prima del 28 dicembre 2000, in quanto privi della clausola PFR, deve includere anche gli eredi. Se questi ultimi non si oppongono, il cointestatario può ottenere il rimborso.