Esistono dei metodi assolutamente leciti che consentono di poter “nascondere” i soldi del conto in banca. Vediamo come ciò può avvenire

conto in banca
Building and sign bank (done in 3d)

L’aumento dei controlli e il miglioramento dei sistemi di tracciabilità, non lasciano più spazio a manovre losche ed evasive. Il Fisco (giustamente) ha un controllo totale di tutto, ma nonostante ciò esistono degli escamotage che consentono di poter nascondere il proprio denaro.

È bene specificare che sono attività assolutamente legali visto che possono essere compiute all’interno dell’istituto di credito stesso. Andiamo ad analizzale nel dettaglio, vedendo quali sono e come possono essere svolte senza trascendere il lecito.

Prima di capire come è possibile bisogna soddisfare un altro interrogativo, ovvero quello riguardante la motivazione che spinge le persone a fare ciò. Ad onor del vero sono molteplici le cause che possono concorrere a far compiere questo genere di operazioni, come ad esempio una situazione debitoria (onde evitare il pignoramento), di successione (non si vuole rendere conto ai propri eredi di tutti i possedimenti) o di separazione (per la paura che parte del denaro possa andare all’altro coniuge).

LEGGI ANCHE >>> Conto corrente o carta prepagata: cosa conviene aprire

LEGGI ANCHE >>> Default: avere il conto corrente in rosso oggi porta ancora più guai

Conto in banca: le tecniche per occultarlo legalmente

Il modo più facile per far nascondere il proprio denaro è quello di affidarsi ad una banca estera, che sfuggono dai controlli dell’Anagrafe tributaria italiana. Seguendo delle proprie regole anche in tema di tracciabilità e controlli non sono tenute ad effettuare nessuna comunicazione a meno che non ci sia una richiesta esplicita. Anche in questa circostanza però, le informazioni non vengono trasmesse così semplicemente, anzi si va in contro a notevoli difficoltà.

La seconda opzione è la cassetta di sicurezza visto che così facendo nessuno (nemmeno la banca) può venire a conoscenza di ciò che il cliente vi deposita dentro. Il Fisco dal canto suo può risalire al contratto relativo alla cassetta, ma per scoprire il suo contenuto dovrebbe effettuare un improbabile controllo all’interno dell’istituto bancario stesso.

L’ultima alternativa (ma non meno valida) è quella degli assegni circolari. All’interessato vengono rilasciati in cambio del denaro in contanti che intende occultare. I titoli saranno intestati a se stessi o a dei familiari e il denaro potrà viene accantonato in un fondo ad hoc della banca. Per effetto nessuno potrà vederlo materialmente, nemmeno il fisco. La riscossione infatti può avvenire soltanto dopo tre anni.