Per coloro che non perdono l’occasione di palpeggiare, anche fugacemente, il gluteo di qualcuno c’è una brutta notizia. La Cassazione ha chiarito.

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La Corte di Cassazione si è pronunciata, al fine di limitare ed evitare, spiacevoli episodi, come palpeggiareanche per gioco o per libido, il gluteo di un’inconsapevole avventrice.

Con sentenza n. 31737/2929, la Corte di Cassazione ha stabilito che “palpeggiare il gluteo, in modo rapido, senza che la vittima possa reagire o difendersi integra il reato di violenza sessuale, ex art. 609 bis, ultimo comma c.p.”

L’art.609 bis del codice penale stabilisce che:

Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da sei a dodici anni.

Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:

  1. 1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;
  2. 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.

Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.

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Palpeggiare un gluteo fugacemente integra la violenza sessuale

La vicenda processuale, che ha portato a questa pronuncia, è la seguente. è stata ricostruita grazie ad un testimone oculare, che è stato, poi, anche il “carnefice” dell’imputato.

Un uomo, nonché testimone chiave della vicenda, aveva notato un altro soggetto che, passando vicino ad un gruppetto di ragazzini, aveva palpeggiato il sedere di una di loro per poi dileguarsi.

Il testimone aveva inseguito l’uomo per chiedere poco dopo l’intervento delle Forze dell’Ordine, facendo identificare il responsabile.

La Cassazione, ha ribadito che, ai fini della consumazione del reato di violenza sessuale, è sufficiente che il colpevole raggiunga le parti intime della persona offesa.

Ai fini della configurabilità del reato non rileva neppure che l’autore sia riuscito o meno ad ottenere la soddisfazione erotica.